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Missione e preghiera, Testimoni della gioia - Avvento

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Come il chiarore dell'alba nel cielo ancora immerso nella notte, come la prima gemma sui rami spogli e intirizziti dal rigore invernale, così è l'Avvento nell'anno liturgico: un tempo tutto proteso alla nascita di Gesù, e quindi pervaso di speranza, di attesa e di santa gioia. È un tempo da riscoprire nella sua bellezza, rinnovandoci nel cuore e aprendoci allo stupore; un tempo che ci chiede di accogliere la vita, per donarla.

Il dialogo tra cielo e terra

Nel cammino di preparazione al Natale ci può essere di grande aiuto la liturgia domenicale. Infatti, di settimana in settimana, attraverso la Parola e la preghiera, si instaura una sorta di dialogo tra il cielo e la terra, tra Dio e noi, umanità povera e smarrita.

Tema centrale di questo dialogo è il "desiderio" del cuore, proteso verso Colui che sta per venire. "A te, Signore, elevo l'anima mia": così ci fa pregare l'antifona d'ingresso della prima domenica. E subito prosegue: "Mostrami le tue vie; insegnami le tue strade, perché ardo dal desiderio di incontrarti, di vedere il tuo volto" (salmo 25).

Vivere l'Avvento significa, dunque, metterci spiritualmente in viaggio per andare incontro al "Desiderato" da tutte le genti.

Se fossimo soli a intraprendere il cammino, malgrado ogni buona intenzione, ci troveremmo ben presto in difficoltà, in battuta d'arresto. Ma c'è un duplice movimento: mentre noi dalla nostra povertà cerchiamo di elevarci, Dio dalla sua altezza scende verso di noi, fino a raggiungerci.

Una conferma più forte

La liturgia ci incoraggia a perseverare in una speranza viva: "Il Signore verrà a salvare i popoli", afferma l'antifona d'ingresso della seconda domenica. L'annuncio è pieno di certezza. Tuttavia, l'anima vuole sentire conferma ancora più forte e non esita a domandare al Signore, con Giovanni Battista: "Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?" (Mt 11, 3 - terza domenica).

"Sei Tu?" - questa ricerca del Tu, dell'Unico, costituisce la più profonda esigenza dell'anima umana. È una ricerca che non tende a "possedere" il Tu, ma ad accoglierlo per "donarci" a lui, sull'esempio sublime della Vergine Maria, del suo sì senza riserva: "Ecco la serva del Signore" (Lc 1,38 - quarta domenica).

Da questo dono totale di sé scaturisce la vera gioia; quella gioia che l'apostolo Paolo comanda ai cristiani: "Siate sempre lieti nel Signore; ve lo ripeto: siate lieti" (Fil 4,4).

Il cielo bacia la terra

Qualcuno forse dirà: ma come è possibile rallegrarsi, mentre c'è tanto male e tanto dolore nel mondo? Non è un affronto a chi piange? Tutt'altro! È dono di consolazione proprio per i poveri e i sofferenti; è il sorriso del cielo che si china a baciare la terra; è la testimonianza d'amore che rende credibile il vangelo.



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