Missione e preghiera, La chiesa è in cammino
Questa è la missione che Gesù lascia ai suoi prima di tornare al Padre: "Andate e fate discepoli tutti i popoli!". Questa è la missione che oggi egli affida anche a noi, perché l'evangelizzazione non solo è un compito mai concluso, ma soprattutto deve sempre e di nuovo iniziare, a partire dal nostro cuore sempre più confermato nella fede.
Fu l'amore appassionato per il Signore a spingere gli apostoli fino agli estremi confini della terra, incuranti di fatiche e persecuzioni, per annunziare il vangelo della salvezza all'umanità peccatrice e ancora ignara del suo Salvatore.
Testimoni per amore
Noi pure viviamo in una società neo-pagana che ha smarrito il senso di Dio, e quindi il senso vero della vita. Da ogni parte si alzano grida di angoscia e invocazioni di aiuto. A nulla però varrebbero i più generosi sforzi per alleviare tante sofferenze, se potessimo contare solo su noi stessi.
Ascendendo al cielo, il Signore ci ha fatto dono del suo Spirito. È la sua forza d'amore che ci rende testimoni, cioè capaci di proclamare con le parole e soprattutto con la vita, che Gesù Cristo il crocifisso è risorto ed è il Salvatore di tutti gli uomini e di tutti i popoli.
Dobbiamo allora disporci ad accogliere il dono dello Spirito nella grande solennità di Pentecoste, e poi sempre di nuovo ogni giorno, perché ogni giorno vissuto nella fede della chiesa racchiude la grazia dell'intero mistero della redenzione.
Gli apostoli in preghiera
Come attendere il dono dello Spirito? L'esempio lasciato dagli apostoli è così semplice ed efficace da diventare modello per tutti i cristiani. Gli apostoli si radunano nel Cenacolo e stanno in preghiera, nell'atteggiamento umile e povero di chi intuisce la grandezza della propria missione e conosce la pochezza delle proprie capacità.
Proprio perché colmato di preghiera, il tempo diventa come un grembo materno: la comunità degli apostoli è generata dallo Spirito per la sua missione e ciascuno prende coscienza di sé e della sua relazione con gli altri. Gli avvenimenti vissuti insieme diventano patrimonio comune che unisce i credenti nella medesima storia e li avvia a un progetto comune.
Insieme alla madre di Gesù
Con gli apostoli nel Cenacolo c'è Maria, la madre di Gesù. In lei la chiesa trova il modello della contemplazione attiva. Da lei impara a vivere in terra lavorando e anche soffrendo, ma senza mai lasciarsi travolgere dagli eventi o sconvolgere dalle alterne vicende della storia, bensì tenendo fisso il cuore là dov'è la vera gioia, per crescere nella fede, operare nella carità e annunciare agli altri il regno di Dio in modo credibile.
Sempre la chiesa è chiamata a diffondere, tra tante notizie di morte, la buona notizia del vangelo, perché sempre Gesù la manda - anche attraverso i credenti più semplici - a seminare pace e a portare la Parola di salvezza a tutti gli uomini.








