Missione e preghiera, Il cristiano vive per gli altri
Nel calendario liturgico di marzo, tre date spiccano in modo particolare: mercoledì 9 ha inizio la quaresima; il 24 la chiesa fa memoria dei missionari martiri nel 2010; il 25 celebriamo l'Annunciazione del Signore. Tre date che sono un pressante invito a vivere con radicalità e rinnovato slancio la nostra vocazione cristiana di "testimoni del vangelo".
L'impegno della condivisione
Si tratta di coltivare una premurosa attenzione verso gli altri, soprattutto verso le persone e le popolazioni più povere. Il bisogno di coloro che hanno meno possibilità deve diventare per noi tutti un'occasione di carità più grande, di generosità senza calcoli, di gratuità piena d'amore. La condivisione è un impegno fondamentale per noi cristiani, perché riconosciamo che in Cristo tutti gli uomini sono fratelli e figli dell'unico Padre.
Gesù stesso ci ha dato l'esempio: dopo aver condiviso con noi la fatica del lavoro, ha condiviso i beni spirituali annunciando il vangelo della salvezza, fino ad accettare la morte di Croce per liberare l'intera umanità dalla schiavitù del peccato e della morte. Seguendo le sue orme, i martiri di tutti i tempi hanno saputo dare la vita per rendere testimonianza al vangelo. Il loro esempio e le loro parole ci sono di stimolo.
Un "sì", giorno dopo giorno
Ignazio di Antiochia - l'anziano vescovo che desiderava diventare egli stesso "frumento" macinato - nella sua Lettera ai romani ci ha lasciato un'esortazione: "Non abbiate Gesù sulle labbra e il mondo nel cuore!". Quando avviene così? Quando viviamo nella contraddizione: quando parliamo di croce, di rinuncia, di obbedienza, ma poi ci difendiamo da tutto ciò che è sacrificio e facciamo le scelte secondo la mentalità del mondo.
Non sia così! Questa quaresima ci trovi generosi e veramente impegnati nel seguire Cristo, secondo le belle parole di un martire dei nostri giorni, mons. Luigi Padovese, nunzio apostolico in Anatolia, assassinato il 3 giugno 2010.
"In caritate veritas - verità nella carità: sono parole che esprimono il mio programma di ricercare la verità nella stima e nel reciproco volersi bene. Se è vero che chi ama di più, più si avvicina a Dio, è anche vero che per questa strada ci avviciniamo al senso vero della nostra esistenza, che è vivere per gli altri".
Per essere fedeli a questo programma, affidiamoci a Maria che all'annuncio dell'angelo pronunciò il suo sì - "si compia in me quello che hai detto" - e ha poi ripetuto quel sì giorno dopo giorno. E quando, morendo sulla croce, Gesù disse "tutto è compiuto", si compì anche il sì di Maria, la madre e serva fedele del Signore nell'opera della redenzione.








