Missionario, chimico dello spirito: ''La vita è bella, da vivere con gioia'
Così mi scriveva dal Congo, il grande amico e confratello p. Piero Sartorio, nato a Carrobio di Viadana il 23 giugno 1929. Suo papà si chiamava Defendente e sua mamma Ida Scaglioni, donna molto religiosa e piena di carità; ha saputo donare ai suoi due figli un'educazione cristiana profondamente radicata nella vita concreta di ogni giorno.
Missionario a 26 anni
Piero era stato uno studente brillante. Subito dopo la laurea in chimica, aveva iniziato il lavoro in azienda per poter aiutare la sua famiglia ed era fidanzato con una brava ragazza. Ma Dio aveva altri piani per lui! Gli aveva fatto incontrare i saveriani all'università di Parma. Così aveva deciso di dedicare la sua vita a Cristo e alle missioni, entrando nel noviziato di S. Pietro in Vincoli (Ravenna) l'8 ottobre 1955. Tre anni dopo aveva fatto la professione perpetua tra i saveriani.
Era stato ordinato sacerdote il 16 ottobre 1960, insieme ad altri 25 saveriani, nella chiesa dell'istituto a Parma. In quegli anni c'ero anch'io, con altri quattro cremonesi e 98 giovani teologi provenienti da molte regioni d'Italia. Il suo sogno era l'Africa, dove ha vissuto e lavorato dal 1961, eccetto un periodo di sette anni trascorsi in Italia (dal 1971 al 1978).
Gli occhi pieni di luce
Il 15 ottobre 2011, sono stato invitato a Parma per festeggiare il 50° anniversario della mia ordinazione sacerdotale con tutti i saveriani presenti in comunità. Tra loro c'era anche p. Piero, da poco tornato dal Congo. Mi sono avvicinato a lui poco prima della Comunione per l'abbraccio della pace; mi aveva accolto senza dire una parola, ma con un sorriso silenzioso e con gli occhi pieni di luce.
È stato il saluto più bello e più eloquente di tutti. Padre Piero è morto all'alba del 21 novembre 2011. Due giorni dopo, ho festeggiato il mio compleanno partecipando al suo funerale.
Per lui un giorno di festa, per me di rimpianto. Ciao, p. Piero: "Jambo Sana".







