Missionari Vicentini in Bangladesh
Cinquant'anni fa i Missionari Saveriani entravano nel Bangladesh, allora Pakistan Orientale. Nel primo gruppetto, guidato da monsignor Dante Battaglierin, c'erano anche due vicentini: p. Albino Tessaro e p. Vittorino Dalla Valle. Padre Vittorino, che ora risiede nella casa dei saveriani a Vicenza, unico superstite dei pionieri, era presente alla celebrazione giubilare tenutasi in giugno.
E' stato proprio p. Vittorino, assieme ad altri partecipanti, ad accendere il candelabro con 50 lampade, per ricordare il tempo di grazia del mezzo secolo di missione. Con sorpresa dei presenti, p. Vittorino ha ritrovato le parole della lingua che trent'anni fa usava con facondia invidiabile.
Dove c'è il cuore, la memoria non può tradire. P. Vittorino ha parlato a nome degli altri quattro pionieri ora defunti e, possiamo dire, anche a nome dei missionari vicentini che hanno dato il meglio di sé in Bangladesh. Dei Missionari Saveriani che si sono avvicendati in questa missione, 21 sono vicentini.
Tra i nostri 29 defunti, 7 sono figli della chiesa vicentina. È doveroso ricordarli: fratel Lio Stocco, p. Valeriano Cobbe, p. Guerrino Sella, p. Albino Tessaro, p. Sebastiano Tedesco, p. Francesco Spagnolo e fratel Giuseppe Masolo. I loro nomi sono stati scanditi, la sera della celebrazione giubilare, durante la preghiera attorno alle quattro tombe dei saveriani sepolti nel giardino della casa saveriana di Khulna.
Un elenco completo dei saveriani vicentini e il racconto del loro lavoro in Bangladesh richiederebbe ben altro spazio. Pensate a p. Valeriano Cobbe, il pioniere della promozione umana, che ha lasciato la vita nel suo villaggio di Shimulia; oppure a p. Sebastiano Tedesco, il promotore del dialogo interreligioso e delle cosiddette "vie nuove della missione"!
Gli altri saveriani vicentini, attualmente al lavoro in Bangladesh, sono cinque. P. Giovanni Matteazzi è nella casa di formazione per i giovani saveriani bengalesi. P. Attilio Boscato è cappellano delle infermiere cattoliche. P. Ampelio Gasparotto, classe 1913, è il pilastro portante del gruppo vicentino; con la sua presenza orante ci ricorda che la missione non gravita solo sulle buone gambe dei giovani e sulle loro iniziative. Poi c'è "il saggio" p. Marino Rigon, traduttore delle grandi opere letterarie di Tagore ed altri autori bengalesi.
La gente riconosce in lui un missionario che ha saputo costruire non solo delle belle chiese, ma ha anche formato in profondità la comunità cristiana. Nonostante i by pass, p. Marino non ha perso la voglia di avviarsi verso nuovi traguardi missionari. E ci sono io, padre Silvano Garello, che cerco di mettere a disposizione della chiesa locale libri e sussidi per l'animazione missionaria.
Noi missionari vicentini ricordiamo sempre con emozione l'immagine della Madonna di Monte Berico che protegge i suoi figli sotto il suo manto. Qualche volta, pregando davanti a questa immagine, mi è venuto da dire a Maria: Tu mi hai spinto fuori, al largo. Ma mi sento ancora sotto la tua protezione. Da giovane mi piaceva sentire l' espressione: Le missioni della Madonna!
Ora mi piace sentir parlare del rilancio pastorale della diocesi di Vicenza: Cristiani si diventa. Ma per che cosa? Per salvarsi l'anima? Sarebbe troppo poco. Per essere missionari, per donare la fede che abbiamo ricevuto ... con la tua benedizione, o Maria!
p. Silvano Garello, saveriano vicentino
In Bangladesh a cavallo di mezzo secolo: Padre Vittorino in volo di ricognizione
Padre Vittorino Dalla Valle, cittadino benemerito di Dueville, avanguardia saveriana in Bangladesh, dove aveva toccato terra il 1 ° agosto del 1952, è stato premiato con un volo di ricognizione. Con lui viaggiano p. Alfio Coni e la caposala Grazia Rondina. L'aereo è strapieno di emigrati che rimpatriano. All' aeroporto di Dhaka una folla incredibile li sommerge, un chiasso e una confusione enorme di auto, di clacson, di risciò: è l'abbraccio della vecchia terra.
L'impatto con la capitale, città con almeno 12milioni di abitanti, è sconvolgente. Un groviglio di strade, palazzi, supermercati ... e un contrasto sfacciato con la miseria della gente, in file interminabili come formiche; scolari in divisa e ragazzi con un solo straccio indosso; impiegati ben vestiti e scheletri ambulanti.
Si è insediato un nuovo governo: ha cambiato i ministri, instaurato un nuovo programma, ma l'estrema povertà non è stata scalfita. Mancano le industrie. Si è rimessa in piedi l'industria della juta; sono attive le industrie tessili ( qualche ditta italiana sta facendo fortuna). Ma ci vuole altro per una popolazione di 130 milioni.
I tre pellegrini visitano i rioni dove risiedono i cristiani: alcune case in muratura, molti tuguri, condizioni sanitarie miserabili, i negozietti di cianfrusaglie che pullulano ovunque. Tutt'altro aspetto ha l'ospedale di Jessore: bene attrezzato, ordinato, al completo, con infermiere ben preparate. Davanti agli occhi di p. Vittorino sfilano tante persone che ora stenta a riconoscere: quella bambina, lo stesso sorriso, che ora è superiora provinciale; quel monello che adesso è maestro ... Toccante rivedere madre Rosaria, delle suore di Maria Bambina, che nel '74 raccolse il corpo esanime di p. Valeriano Cobbe.
Alla celebrazione dei 50 anni, p. Vittorino lancia un inno di grazie a Dio per la messe abbondante, raccolta tra sacrifici generosi, e offre l'auspicio che la comunità sappia dare sempre una testimonianza d'amore che riveli a tutti il volto autentico di Dio.








