Missionari in Liguria e Piemonte
Per essere testimoni di Gesù risorto
I missionari che vivono nelle regioni di Liguria e Piemonte si domandano: come possiamo essere testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo, proprio qui dove siamo chiamati a dare la nostra testimonianza missionaria oggi?
Ci siamo ritrovati tutti nella casa dei missionari d'Africa, a Genova Nervi: i missionari del Pime, della Consolata, dello Sma e i saveriani. Insieme abbiamo pregato, riflettuto e fatto festa, per condividere l'impegno missionario che ci impegniamo a testimoniare tra la gente di questa porzione dell'Italia.
Siamo 15 missionari, con età diverse (da 35 a 90 anni), con storie diverse, ma con un unico impegno: la missione alle genti. Abbiamo con noi le esperienze umane, pastorali e missionarie che abbiamo vissuto in Africa, America latina e Asia. Desideriamo condividerle con la chiesa italiana.
Una domanda strana
Abbiamo meditato sul salmo 8, che rivolge a Dio una domanda strana: “Cos'è l'uomo perché te ne ricordi e te ne prendi cura?”. È una preghiera drammatica. Il re - salmista Davide è ricercato e braccato da chi vuole ucciderlo. Si sente smarrito e solo. Eppure egli aveva lavorato per il re, aveva rischiato la propria vita per salvare il popolo…
Spesso anche noi, missionari in Italia, proviamo sensazioni simili. Anche noi siamo nelle mani del tempo che passa e viviamo questa sensazione di smarrimento e di amarezza. A volte non ci sentiamo accolti dalla chiesa locale per quello che siamo, cioè parte viva della chiesa perché “missionari”, e non “sostituti o supplenti”...
E quando si riaccende in noi la nostalgia per le celebrazioni coinvolgenti e piene di sentimenti umani o per le esperienze pastorali vissute in missione… un po' di amarezza si insinua, la solitudine fa capolino e la vita diventa più dura.
Una bella risposta
Con le stesse parole del salmo 8, ognuno di noi si è chiesto: chi sono io davanti a queste situazioni? Il salmo stesso dà la risposta più bella: “Quant'è grande il tuo amore, o Dio!”. Davanti alla grandezza dell'amore di Dio, io sono niente. Eppure Dio non si dimentica di me; mi ama nonostante la mia piccolezza. Dio ha bisogno del nostro servizio limitato, ma generoso, legato a un “sì” che è per sempre. Dio si prende cura di noi e ce lo dimostra ogni giorno: con la sua provvidenza, egli riempie la nostra vita.
L'amicizia e l'affetto sono la nostra forza. Prima di tutto, cerchiamo di incoraggiarci reciprocamente e di sostenerci fraternamente, come si fa in una buona famiglia. Ha detto un missionario: “Siamo tornati da missioni diverse e ci siamo trovati a vivere nella stessa comunità. Viviamo amandoci come fratelli e moriremo piangendo gli uni per gli altri”.
Un diamante ha tante facce
Nessuno di noi e nessuna delle nostre comunità missionarie possono offrire esperienze complete della vasta missione della chiesa nel mondo. Una faccia del diamante non fa il diamante intero. Ma tante facce, messe assieme, formano il diamante bello e prezioso che sta nelle nostre mani. Questo è il tesoro che abbiamo anche noi, missionari in Piemonte e Liguria. Ecco cosa desideriamo fare per contribuire all'animazione missionaria delle nostre chiese.
I giovani hanno sete di verità e di amore, mentre sperimentano il limite delle proposte della società attuale. Noi vogliamo testimoniare che Dio è grande e bello; che vale la pena confrontarsi nella verità; che la convivenza tra persone e popoli diversi è possibile.
Le esperienze missionarie sono sempre valide. Noi proponiamo non solo un'esperienza, ma “il tutto”: una vita intera vissuta per la missione. E non solo in nazioni lontane, ma dovunque e nella vita quotidiana.
C'è voglia di serietà e di impegno. Noi proponiamo esperienze forti nella scuola di preghiera, nel servizio ai bisognosi e nelle missioni al popolo, per rispondere a Dio che ci chiama a servirlo nell'umanità di oggi.








