Mi presento ''ufficialmente'', A Vicenza con...
Con vero piacere approfitto di questa opportunità per salutare tutti voi, lettori e amici di "Missionari Saveriani". Molti già mi conoscono, perché abbiamo avuto l'opportunità di farlo, specialmente durante il pellegrinaggio a Roma per la canonizzazione del nostro grande santo Guido Conforti. Ma mi hanno detto che devo farlo anche "ufficialmente", come "superiore" della comunità saveriana a Vicenza. Ed eccomi a voi.
La Colombia, primo amore!
Il mio nome completo è Elio Cosma, cittadellese. Ho una buona età, giacché sono stato ordinato sacerdote nel 1963, a Parma, dal primo cardinale africano Rugambwa, assieme ad altri 27 saveriani. Compiuto il tempo della formazione, si sono aperte davanti a me le porte del mondo saveriano. Le prime esperienze sacerdotali sono state in Spagna, dove ho lavorato per 11 anni. Sono stati tempi difficili e molto attivi, ma belli, molto belli!
Nel gennaio del 1975 ho fatto il grande balzo dell'oceano Atlantico, per iniziare l'esperienza saveriana nella nostra nuova missione in Colombia. Sono stati i primi passi con afro americani nel sud del Paese, nella città di Buenaventura. Vi assicuro - giacché Gesù dice che non conviene giurare - che è stata per me un'esperienza molto bella: è stato proprio quel "primo amore" che mi ha incantato!
Una matematica... elastica
Un giorno passò da quelle parti un nostro superiore in visita: "cerco un saveriano come te", mi diceva. "In Messico i saveriani stanno iniziando l'animazione vocazionale con i giovani e c'è bisogno di uno che possa dare una mano, che conosca già la lingua spagnola...".
A dire la verità, non ci credevo molto. Ma tra fratelli, fa sempre bene darsi una mano. L'unico inconveniente è stato il seguente: l'esperienza in terra messicana avrebbe dovuto durare tre, al massimo quattro anni. Invece è durata ben 31 anni! Nel regno di Dio i progetti e la matematica contano, e come! Ma sono sempre piuttosto elastici...
Da un anno e mezzo mi trovo in Italia e da pochi mesi sono qui a Vicenza, sotto lo sguardo della Madonna di Monte Berico e all'ombra dei resti mortali del "servo di Dio" p. Pietro Uccelli: per me è davvero una cosa straordinaria!
Tante belle attività
Vi dico questo perché, quando il nostro superiore in Italia mi ha proposto di venire a Vicenza, la Madonna e padre Uccelli sono state le prime cose a occupare la mia mente e a rallegrare il mio cuore. Nel lontano 1949, infatti, iniziai la mia avventura saveriana proprio qui a Vicenza, dove viveva l'anima bella di padre Uccelli, che godeva di quell'impressionante alone di simpatia e di venerazione.
E ora? Qui ho trovato l'ambiente della mia terra natale, una comunità di confratelli piuttosto anziani, ricchi di esperienza e simpatia. Certo, la casa ha perso la vivacità di un tempo: le risate, gli schiamazzi, le corse. Sono subentrati gli acciacchi, ma c'è movimento: ci sono tanti gruppi di giovani e anche di persone con "gioventù accumulata", tutti con interessi missionari. E quindi non mancano le riunioni, gli incontri, le assemblee, anche se sento che tutto ciò non sembra più essere "pane per i miei denti", come lo era una volta.
La cosa straordinaria che più mi meraviglia è la mostra dei presepi, che abbiamo vissuto dal 20 novembre: non avrei mai immaginato uno spettacolo così singolare e unico per originalità, provenienza e splendore: tanti modelli, veramente belli, per non dire splendidi!
Da tutto questo, pur non avendolo ancora detto, avrete capito che io qui a Vicenza mi trovo bene: sono contento e spero di poter essere utile, finché il cerchio non si chiude.








