Messaggio dalle chiese: La vita per una pace umana
Il coordinatore nazionale di "Pax Christi Italia" ricorda Vittorio Arrigoni, il volontario ucciso a Gaza il 15 aprile 2011.
"Non ce ne andiamo, perché riteniamo essenziale la nostra presenza di testimoni oculari dei crimini contro l'inerme popolazione civile ora per ora, minuto per minuto". Così ripetevi durante l'operazione ‘Piombo fuso', unico italiano rimasto lì, tra la tua gente, tra i volti straziati dei bambini. Così mi hai ripetuto pochi mesi fa prima di abbracciarmi: io obbedivo all'ultimatum dei militari al valico di Heretz che mi ordinavano di uscire dalla Striscia, ma tu restavi. Questa era la tua vita: rimanere. Sei rimasto con gli ultimi, caro Vittorio, e i tuoi occhi sono stati chiusi da un odio assurdo, così in contrasto, così lontano dall'affetto e dalla solidarietà della gente di Gaza, da tutta la gente di Gaza che è un pezzo di Palestina tenuto sotto embargo e martoriato.
Immaginiamo i tuoi amici e compagni palestinesi ancora una volta senza una voce che porti fuori da quella grande prigione la loro disperazione, testimonianza della loro umanità ferita e umiliata. La gente di Palestina non dimenticherà il tuo amore per lei. Hai speso la tua vita per una pace giusta, disarmata, umana fino in fondo. Anche a noi mancherà la tua "bocca-scucita" che irrompeva durante gli incontri per dire: "Restiamo umani!". Tu raccontavi quell'inferno con la tua vita, 24 ore su 24.
Perché eri lì, vedevi, sentivi, vivevi con loro. Vedevi crimini che a noi nessuno raccontava. E restavi con loro.
Abbracciamo la tua famiglia a cui vorremmo sussurrare che la tua è stata una vita piena perché donata ai fratelli e che tutto l'amore che hai saputo testimoniare rimarrà saldo e forte, come la voglia di vivere dei bambini di Gaza. Ci inchiniamo a te, Vittorio.
Ora sappiamo che i martiri sono purtroppo e semplicemente quelli che non smettono di amare mai, costi quel che costi.








