Messaggio dalle Chiese, La soglia della fede…
Dalla lettera che il cardinal Bergoglio ha scritto in ottobre 2012, per l'apertura dell'anno della fede.
Professare la fede con la bocca significa viverla nel nostro cuore e farla conoscere nelle opere. Il discepolo di Cristo, figlio della chiesa, non può mai pensare che credere sia un fatto privato. Tutt'altro, è una sfida importante e forte per ogni giorno. Ma quali sono le sfide da affrontare che ci propone il varcare la soglia della fede?
Varcare la soglia della fede ci sfida a scoprire che, anche se oggi sembra che regni la morte e che la storia si regga sulla legge del più forte o del più furbo, questa triste realtà può e deve mutare. Varcare la soglia della fede significa non vergognarsi di avere un cuore di fanciullo che crede nell'impossibile, che può vivere nella speranza.
Varcare la soglia della fede ci porterà a supplicare perché ciascuno di noi sperimenti un nuovo modo di pensare, di comunicare, di vivere la famiglia e la propria vocazione. È agire, fidandosi della forza dello Spirito Santo.
Varcare la soglia della fede significa avere occhi che si stupiscono e un cuore che sa riconoscere, ogni volta che una donna partorisce, una scommessa per la vita e per il futuro. Che quando curiamo l'innocenza dei bambini, si garantisce la verità del domani e quando accarezziamo la vita consumata di un anziano accarezziamo le nostre radici.
Varcare la soglia della fede ci porta alla continua conversione dei nostri atteggiamenti, dei nostri tenori di vita; ci porta a rischiare nel fare qualcosa di inedito per la società e per la chiesa. Ci porta a perdonare e a saper strappare un sorriso.
Varcare la soglia della fede è vivere nello spirito del Concilio, chiesa dalle porte aperte non solo per accogliere, ma per uscire e portare il vangelo sulle strade e nella vita degli uomini del nostro tempo.








