Ma i vescovi credono nei laici?
Caro direttore, ho letto con gioia l'articolo di p. Gabriele Ferrari su "la nuova evangelizzazione" (editoriale del n. 7/2012). Tra di noi è veramente difficile parlare chiaro. Ha centrato il problema. La chiesa ha bisogno di essere ri-evangelizzata: il fossato fra quello che dice e quello che fa si allarga, con il rischio di non essere più credibile. La gerarchia confida nell'impegno del laicato. Ma non si è ancora capito, chi sono oggi i laici? Basta leggere qualche articolo e seguire qualche conferenza per capire che noi laici siamo ben poca cosa. Purtroppo questa è la nostra misera situazione.
L'articolo di p. Gabriele mi ha confortato. Possibile che la gerarchia non sappia liberarsi dai suoi pregiudizi? Possiamo sperare che nel sinodo dei vescovi qualcuno si ricordi delle parole del cardinal Martini, che "la chiesa è in ritardo di 200 anni"?
A volte mi chiedo dove vivano i nostri vescovi. In famiglia per educare bene i figli servono genitori che diano l'esempio; non servono le chiacchiere. La povertà bisogna viverla e amarla, non solo predicarla per gli altri. Sto dicendo cose grosse, ma sono le conversazioni che girano tra noi fedeli. Cordiali saluti,
Lucchi Ernesto, via e-mail.
Caro direttore,
da moltissimi anni ricevo con onore "Missionari Saveriani". Sono emozionata mentre scrivo: grazie per l'attenzione che rivolgete a noi tutti. Ogni tanto, nelle difficoltà della vita, vado in crisi e diminuisce la fiducia. Ma vorrei farvi sapere che l'esperienza e il coraggio missionario di "Ale & Ale" - che hanno scritto ogni mese di quest'anno a pagina 2 - mi hanno trasmesso ancora più fiducia nel Signore.
Voglio unirmi a voi in preghiera per la mia famiglia (per il figlio di 15 anni) e soprattutto per le tante persone di ogni nazionalità ed esperienza di vita che incontro al centro di ascolto di Giussano, bisognose di conforto e di lavoro. Chiedo che i miei cari genitori vengano iscritti nella "Santa Messa Perpetua", con la pagellina di conferma. Un saluto cordiale a tutti i missionari,
Antonella Molteni, Carugo - Como.
Carissimi,
grazie per queste vostre belle lettere, che ci danno coraggio e anche soddisfazione: i nostri lettori sono persone meravigliose! L'editoriale mensile di p. Gabriele non è il racconto di una storiella; leggerlo richiede una certa attenzione, come il nostro Ernesto, che ha anche la capacità di mettere "nero su bianco" emozioni e convinzioni, facendosi voce anche di tanti altri "laici", che giustamente chiedono più "fiducia" nella chiesa "popolo di Dio". Meno male che, volendo, tanti laici e laiche continuano a impegnarsi con l'esempio all'interno della famiglia e della società, come autentici missionari di Cristo!
Grazie anche a tutti coloro che, come Antonella, hanno gustato i racconti di Ale & Ale dal Brasile. E sono tanti! Pensate che il nostro consigliere generale p. Girola, da Roma è andato fino a Offagna (Ancona), per soddisfare alla voglia di passare una giornata con gli Andreoli e figli Miriam e Francy.
Sì, restiamo uniti nella preghiera e nella testimonianza, per confermarci nella fiducia, espressione della fede genuina, perché "sia da tutti conosciuto e amato nostro Signore Gesù Cristo!".
Vostro, p. Marcello, sx.








