Ma dove stiamo andando?
Il nuovo anno è arrivato puntuale, dopo i botti dell'anno vecchio. Sembra invece impigrita la consuetudine di scambiarci gli auguri. Eppure il 2013 è stato annunciato come un anno importante per la fede missionaria. Tutto sembra dovuto al soprassalto di preoccupazioni che isola case e persone: "Dove ci portano le fabbriche che chiudono? Cosa ci lasceranno in tasca i tagli sulla spesa pubblica? Quale lavoro per i nostri figli?...". Sono molte le persone che hanno iniziato il nuovo anno chiedendosi: "Ma dove stiamo andando?".
La storia di Carla
Penso a Carla, una simpatica signora di Cucciago, educata fin da giovane a donare tempo e sorriso ai bisognosi. Con il nuovo anno è rimasta senza macchina, in seguito a un infelice incidente. Pur senza mezzo di trasporto, ha continuato a onorare il proprio impegno di lavoro. Cura con amore il papà 86enne e la suocera 82enne, bisognosa di assistenza.
Si sta esercitando ad allargare il tempo a sua disposizione. Nei viaggi che organizza a Lourdes ha conosciuto i saveriani di Tavernerio. Ha capito che la sua professione di estetista poteva essere di aiuto ai missionari più anziani e ha deciso di donare gratuitamente mezza giornata al loro servizio. È un modo per rinverdire il clima augurale, che rigenera ogni inizio d'anno.
Testimoni della speranza
Altri hanno iniziato il nuovo anno ricordando la gente che, nel duomo di Milano, era passata a dire "addio" al cardinal Martini. È stato un incontro "cuore a cuore". Da una parte le persone, nel loro silenzio, chiedevano al cardinale come fare a interpretare i giorni di oggi senza la sua parola.
E lui stesso si interrogava: "Perché si presentano così tanti problemi concreti, un attentato terroristico, una fabbrica che chiude, un prete che lascia l'abito, un politico che ruba, una coppia che vuole essere fedele, una donna abbandonata dal marito che s'è rifatta una vita affettiva e chiede i sacramenti? Che cosa vuol dirmi il Signore, mettendomi davanti a tali vicende e come pensa che io possa essere testimone della speranza e della fiducia che ha posto in me?".
Faccio mia la risposta del cardinale: oggi vorrei trasmetterla, sotto forma di augurio, alla signora Carla e a tutti voi, perché non vi sentiate soli in questo anno della fede. "Cari amici, possiamo essere testimoni della speranza e della fiducia che Dio ispira in noi, dentro l'avvicendarsi degli episodi e dei rapporti che la vita ci mette sul piatto. Liberiamo la nostra immaginazione più bella, senza aspettarci un tornaconto immediato. Perché Dio ci parla nei fatti di ogni giorno". Felice anno nuovo!








