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L’ultima intervista di p. Francesco Cavallo, decano dei Saveriani

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P. Francesco Cavallo era il decano dei Saveriani. La sua lunga vita è stata d’esempio per tanti. Ma la sua esperienza, spesso, ha trovato spazio nella pagina della comunità saveriana di Salerno dove da tempo risiedeva. Per far conoscere meglio la sua figura, quindi, pubblichiamo parte della sua ultima intervista, concessa a Paolo Cibelli per il 104° compleanno nel novembre 2023.

P. Francesco Cavallo a tutti coloro che incontrava si rivolgeva con arguzia con questa espressione: “Felicità e lunga vita!”. E ne aveva ben donde… Classe 1919, di lunga vita se ne intendeva bene. In cappella davanti al Santissimo, con l’immancabile talare nera, p. Francesco ha trasformato la sua vita in un’incessante preghiera per tanti ammalati e persone bisognose.
La corona del Rosario era la sua arma preferita per combattere tutti i mali che attanagliano il mondo. In tanti arrivavano da ogni dove per parlare con lui. La sua agenda era sempre piena di appuntamenti, anche a 104 anni. Tutte le mattine era impegnato con i fedeli penitenti a partire dalle 10. Un giorno ne ho approfittato per intervistarlo nel suo piccolo ufficio.  

Com’è stata l’esperienza a Boston?
È stato un periodo di grande crescita e sfide. Sono stato inviato negli Stati Uniti nel 1957 e ho trascorso 12 anni là. Ho avuto l’opportunità di servire una comunità di fedeli molto vibrante e diversificata. La Chiesa cattolica negli Stati Uniti era ed è ancora caratterizzata da una grande varietà di culture e tradizioni. Ho avuto il privilegio di incontrare ed assistere persone provenienti da tutto il mondo. Ho svolto un servizio pastorale attivo, celebrando Messe, confessando e guidando le persone nella loro fede. Ho anche avuto l’occasione di essere coinvolto in attività caritative e di assistenza sociale per aiutare coloro che si trovavano in situazioni difficili.

Quale la sfida più grande?
Quella di comprendere ed adattarmi alla cultura e al modo di vivere degli americani. Inizialmente, la lingua era una barriera, ma col tempo ho imparato l’inglese e ho potuto comunicare meglio con i fedeli. Inoltre, il contesto sociale e culturale degli Stati Uniti era molto diverso da quello a cui ero abituato in Italia. Ho dovuto affrontare questioni come il pluralismo religioso, il materialismo e i cambiamenti rapidi nella società, che hanno reso il mio ministero ancora più impegnativo.

Poi l’Africa e la Sierra Leone…
Un’esperienza unica e profondamente toccante. Sono stato inviato lì per due anni ed è stato un periodo di impegno intenso nel servire le comunità locali. La Sierra Leone è un Paese straordinario, con una cultura ricca e tradizioni affascinanti.

Cosa l’ha colpita di più?
La fede e la resilienza delle persone. Nonostante le difficoltà e le avversità che affrontavano quotidianamente, ho visto una profonda fede in Dio e una gioia di vivere che era contagiosa. La semplicità e la sincerità delle persone erano veramente commoventi. Ho avuto modo di conoscere ed apprezzare la ricchezza delle tradizioni e delle usanze locali. La musica, la danza e le celebrazioni erano straordinariamente vivaci e coinvolgenti. Ho imparato alcune delle lingue locali per poter comunicare meglio con i fedeli. La Sierra Leone ha affrontato molte sfide, tra cui la povertà, le malattie e le instabilità politiche, ma ho imparato molto dalla forza e dalla dignità delle persone che ho incontrato. Sono stati anni di grande crescita spirituale e personale per me; porterò sempre nel cuore i ricordi di quei momenti preziosi.

E ora…
Foto pubblicata in MS, novembre 2022, pagina di Salerno.Sono fiducioso nella volontà di Dio e rimango in trepidante attesa quando il Signore mi vorrà chiamare nell’altra vita… Su questo sono pronto tutti i giorni e credo che Lassù nel Regno di Dio sarà bellissimo. Sì, vorrei dire a tutti di non sottovalutare l’importanza della preghiera e della fede nella propria vita. La preghiera ci unisce a Dio e ci dona la forza per affrontare le sfide che incontriamo lungo il cammino. La fede ci dà speranza, anche nei momenti più difficili, e ci aiuta a superare le prove con coraggio e fiducia.

Vuole lanciare un messaggio…
Vorrei incoraggiare le persone ad essere compassionevoli e premurose verso gli altri. Ogni persona ha una storia e delle battaglie interiori e, spesso, abbiamo bisogno di essere ascoltati e compresi. Soprattutto, è fondamentale diffondere amore e gentilezza in un mondo che può sembrare caotico. Infine, ricordo sempre a me stesso e agli altri l’importanza di essere umili di fronte alla grandezza di Dio. In qualunque ruolo o incarico ci troviamo, dobbiamo sempre ricordare che siamo strumenti nelle mani di Dio e la Sua grazia agisce attraverso di noi.

La dedizione, la testimonianza e il servizio pastorale di p. Francesco Cavallo siano davvero d’ispirazione per tutti noi!



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