Lo zucchetto del Papa
Nei negozi vicino a san Pietro abbiamo acquistato le corone del rosario. A tanta gente farà piacere ricevere una corona benedetta da papa Francesco. Compro anche uno zucchetto, ormai tutti hanno la sua misura. Incontro p. Silvio Turazzi, sarà insieme a me a Messa con il papa. Il giorno dopo, arriviamo con tanto anticipo in Vaticano. Entriamo in chiesa, p. Silvio va in sacrestia e io mi metto in terza fila. Siamo non più di 35-40 persone. Dopo un po', arriva un prete, ci dà alcune istruzioni e chiede: "C'è qualche sacerdote qui?". Non risponde nessuno. D'un tratto si rivolge a me: "Lei?". Gli rispondo: "Sono un ex sacerdote". E lui: "Allora tu sei Melandri, te la senti di farti declassare?". Rispondo: "Certo". "Allora - mi dice - farai il chierichetto". Con un ragazzo giovane, lì con la famiglia, facciamo la piccola processione offertoriale. Io poi avrei lavato le mani al papa e lui gli avrebbe dato il panno. Per me è stata un’emozione incredibile.
Alla fine dell’Eucarestia, Francesco si ferma qualche minuto ancora a pregare in chiesa, poi si mette all'uscita, in modo da salutare tutti. P. Silvio si presenta come missionario saveriano e poi mi presenta: "Questo è Eugenio Melandri, un nostro fratello". Io lo interrompo e dico: "Ero un saveriano, ma ho dovuto lasciare perché mi sono candidato al Parlamento europeo e sono stato parlamentare". Stavolta mi interrompe Silvio: "Ma ha sempre continuato a lavorare con noi …". Papa Francesco mi prende una mano, me la stringe forte e mi sorride. Poi mi dice: "Hai fatto bene". E lo zucchetto? Il Papa lo scambia con il mio, il suo è ora sul mio tavolo. Per me, è un piccolo segno che mi fa sentire in comunione con lui. E ne sono contento, perché gli voglio davvero bene.







