Lo Spirito agisce nella vita reale
Riprendiamo il tema che ci eravamo proposti alcuni mesi fa su questa pagina. Data la mentalità generale, sempre più distratta e indifferente nei confronti della fede, avevamo messo l’accento su un fatto, totalmente indipendente dalle persone ma legato unicamente alla volontà di Dio, che la Sacra Scrittura ci garantisce: la presenza e l’azione dello Spirito del Signore Risorto nella vita di ogni persona, cristiana e anche non cristiana, consapevole o meno.
Abbiamo richiamato questa certezza a partire dagli Atti degli Apostoli, soffermandoci sull’episodio di San Pietro e del suo incontro con il centurione Cornelio, con le testimonianze di S. Paolo VI e S. Giovanni Paolo II, che diceva: “Lo Spirito Santo è misteriosamente presente nel cuore di ogni uomo; agisce, semina e sviluppa i suoi doni a tutti gli uomini”. Abbiamo anche richiamato le conseguenze operative indicate dal Card. Martini: “Lo Spirito Santo c’è, anche oggi, c’è e sta operando; a noi tocca riconoscerlo e accoglierlo, assecondarlo, fargli strada, andargli dietro”.
Come realizzare queste indicazioni? Diamo due suggerimenti fondamentali. 1. La missione deve sempre cominciare con un atto di fede: la certezza che il Signore Risorto è presente e in azione nella vita di tutte le persone che incontriamo. 2. Prestare attenzione alla vita quotidiana delle persone, all’esperienza che stanno vivendo, alle loro aspirazioni, alle esigenze che sentono per la società, ai gesti che compiono e agli impegni che assumono e portano avanti, a volte con notevoli sacrifici.
Perché è lì, nel concreto reale, che bisogna discernere i segni dell’ingresso di Dio, i segni dell’azione del Signore Risorto. Sono sempre legati alla persona che incontriamo. Non dobbiamo pensare che debbano essere sempre vistosi, rivoluzionari, da giornale. Possono essere molto semplici, quasi banali all’occhio superficiale: un gesto di solidarietà, di condivisione, di perdono, l’aspirazione a vivere relazioni più fraterne, un impegno coerente e costante per la giustizia e i diritti umani, una sincera ricerca della verità, l’attenzione verso le persone più deboli, la quotidiana assistenza ad un malato di casa o ad un anziano… C’è tutta una gamma di azioni assai significative all’occhio di un credente. Diceva mons. Proagno, vescovo degli indios: “Azione evangelica è ogni azione ordinata a cambiare le strutture peccaminose della società”.
È importante scoprire e meravigliarci di fronte ai segni della presenza e del lavoro dello Spirito. E poi, nei modi possibili e opportuni, farli notare, far sì che la persona, se vuole, ne prenda coscienza. Ricordiamo sempre l’esempio di Madre Teresa in Cina. Quando il figlio del Presidente le ha raccontato quanto con la sua organizzazione facesse, con sacrifici e a volte anche incomprensioni, in favore delle persone con disabilità, Madre Teresa gli ha detto: “È Dio che ti spinge a fare questo… tu non lo sai, ma io lo so bene; ogni volta che ci sacrifichiamo un po’ per aiutare gli altri meno fortunati, è Dio che ci spinge a farlo”.
Questa forma di annuncio è sempre possibile. Ed è il dono più bello che possiamo fare a tutti (Continua).
Il primo incontro del Dialogo Interreligioso si era tenuto presso il Centro culturale islamico Minhaj Ul Quran. Il secondo incontro si è tenuto presso la parrocchia San Pietro e Paolo di Desio. Due laici saveriani, Serena e Stefano Serraino, nella fotografia in fondo alla sala a sinistra (lui con la giacca chiara), hanno presentato la loro esperienza di vita familiare cristiana.







