L’incontro con gli ex alunni
Prima di tutto, rivolgiamo un grazie sincero ai missionari Saveriani di Tavernerio per la cordiale accoglienza e ospitalità che hanno offerto domenica 3 maggio 2026 a noi tutti ex alunni saveriani del Noviziato 1970-1971. Siamo un gruppo di persone ormai avanti nell’età, che da ben 39 anni ha la consuetudine di incontrarsi, ogni anno, portando con noi le nostre famiglie in una delle case dei Saveriani.Siamo stati tutti “apostolini” e alunni dell’Istituto Saveriano. Nel settembre 1971, al termine del Noviziato a Nizza Monferrato, abbiamo emesso la Prima Professione religiosa-missionaria. Poi, alcuni hanno continuato gli studi, frequentando le superiori a Tavernerio o in altre scuole. Al termine delle superiori, prima di accedere alla Teologia di Parma, molti di noi, per motivi vari, sono usciti dall’Istituto. Preferisco dire che la Provvidenza ci ha indicato altre strade. Ognuno ha intrapreso una vita di lavoro, chi come medico, chi come infermiere, impiegato, falegname ecc. Abbiamo formato famiglie, con figli, nipoti. Ci siamo impegnati nelle nostre parrocchie e nella società civile, qualcuno anche in politica. Ma tutti sentivamo l’urgenza di ritrovarci, di ritornare alle origini saveriane. E così è nato il nostro gruppo.Dobbiamo premettere che siamo profondamente grati ai nostri educatori. Abbiamo avuto dei formidabili formatori. Ne cito tre: p. Giuseppe Arnoldi, p. Giuseppe Viotti, p. Silvio Turazzi. Ma l’elenco potrebbe continuare. Sono stati dei veri “maestri” che ci hanno formato e forgiato con molto amore, dolcezza e la giusta severità. Da adolescenti ci hanno accompagnato alla maturità, il tutto all’interno dell’Istituto. E l’impronta saveriana è rimasta fino ad oggi. Siamo rimasti fedeli all’insegnamento del nostro santo fondatore Guido M. Conforti. La sua frase più iconica “Fare del mondo una sola famiglia in Cristo” ci accompagna. Il che significa che, pur non andando in missione, ognuno di noi cerca di fare famiglia, accogliendo ogni persona che incontra, aprendo le braccia e il cuore, amando ogni fratello e sorella con la tenerezza che ci ha insegnato p. Giuseppe Arnoldi, vedendo in ogni persona il Volto di Cristo Gesù, luce del nostro cammino. Tutto questo per noi significa anche costruire la Chiesa. Ci sforziamo di essere buoni cristiani e con San Paolo vorremmo poter dire: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede” (2Tm 4,7). Ogni anno ci incontriamo in una casa saveriana diversa: Vicenza, Udine, Cremona, Brescia, Alzano Lombardo, Tavernerio e, naturalmente, la numero 1, la Casa Madre di Parma. Nelle case cioè dove abbiamo vissuto la nostra infanzia (qualcuno), l’adolescenza e i primi anni della giovinezza. Sentiamo la necessità di ribadire la nostra amicizia, di rinforzare la nostra fede e bere alla fonte della spiritualità saveriana. Osiamo affermare con orgoglio: “Noi siamo saveriani”.







