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Venuto da una famiglia che ha avuto la grazia di sei figli, tra cui don Paolo, attuale parroco del "Tempio Sacro Cuore", Carlo ha sentito la chiamata missionaria mentre era nel seminario diocesano. Senza invidia, il vescovo ha assicurato che "la chiesa di Parma gode nel vedere un suo figlio tra i saveriani, fondati dal santo vescovo Conforti, proprio nell'anno della sua canonizzazione".

Solmi: "Prete per servire"

"Non far mai soffrire nessuno, opera la pace e la giustizia, sii uomo di pace. Queste virtù ti accomunino a tutte le persone di buona volontà". Con questo augurio mons. Solmi ha iniziato la sua omelia dopo aver consacrato sacerdote il giovane parmense Carlo Salvadori, in un santuario gremito da saveriani, sacerdoti e fedeli della diocesi di Parma.

Riferendosi al brano di vangelo proclamato (Marco 9,30-37), il vescovo ha spiegato: "È uno spaccato della tua futura vita missionaria: ai discepoli distratti, che discutono chi sia il più grande tra loro, Gesù prende un bambino e con lui si mette al centro, per essere il primo che accoglie e serve. Come prete, lo Spirito Santo ti consegna all'umanità per servirla, donandole Cristo. Tieni presente la tua debolezza, ma non avere paura: abbi fiducia nel Signore".

Carlo: "Ringrazio Conforti"

Al termine della santa Messa, padre Carlo ha ringraziato una lunga lista di persone: il vescovo che lo ha consacrato sacerdote; papà Claudio e mamma Teresa che l'hanno messo al mondo, insieme agli altri figli, amandoli profondamente; i confratelli saveriani, i sacerdoti, il coro, i parenti e amici, vicini e lontani, parmensi e camerunesi...

Ma prima di tutti, p. Carlo ha ringraziato san Guido Conforti "per il carisma missionario che ha donato alla chiesa attraverso la congregazione dei missionari saveriani". Certamente una coincidenza scelta: proprio il 22 settembre del 1888, nella cattedrale di Parma mons. Miotti ordinava sacerdote Guido Conforti; e il 23 settembre don Conforti celebrava la sua prima Messa al santuario Mariano di Fontanellato.

Il battimano finale ha sprigionato quella grande gioiosa emozione dell'animo, che si leggeva sul viso di tutti i partecipanti. Papà Guido mi ha confidato:

"Sono davvero felice e ringrazio il Signore che ha scelto il figlio Carlo per fare dono - a lui e a noi tutti - della grande eredità di santità missionaria dell'istituto fondato da san Guido Conforti".



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