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Sudan: altra guerra. Al momento di andare in stampa, l’Ansa ha battuto la notizia che il capo dei paramilitari sudanesi, Mohamed Hamdan Dagalo (Hemeti), ha annunciato con un messaggio su Facebook di aver accettato una “proposta di tregua di 24 ore”, a fini umanitari nei combattimenti con l’esercito in Sudan comandato dal presidente in carica Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan. Probabilmente, però, gli scontri proseguiranno. Un altro fronte bellico si apre. E le strutture sanitarie, secondo le indicazioni di Medici senza frontiere (MSF), sono già al collasso. L’appello è che i civili siano protetti dagli attacchi indiscriminati e sproporzionati in corso, così come tutte le strutture sanitarie.

p.6 StopthewarnowNo all’indifferenza. Si è conclusa ad inizio aprile il viaggio con 30 furgoni pieni di aiuti umanitari della carovana della pace della Rete #StopTheWarNow. Ultima tappa, dopo Odessa e Mykolaiv, la città di Kherson dove ancora russi e ucraini si combattono da una sponda all’altra del fiume. Gianpiero Cofano, coordinatore della Rete, ha dichiarato: “Siamo l’Italia che non vuole rimanere indifferente, che ha a cuore il destino di pace di questo Paese. Siamo convinti che la pace è frutto anche di una spinta che viene dal basso. Purtroppo, sia l’ambasciatore italiano che il nunzio apostolico in Ucraina ci hanno detto che dal punto di vista diplomatico non si sta muovendo nulla. E questo spaventa. Spaventa che il mondo intero non stia trovando le parole per mettersi d’accordo e non sia in grado di dialogare” (M. Chiara Biagioni).

p.6 MSB152261 Medium migranti bloccati in NigerMigranti: logica dell’emergenza. Accogliere i rifugiati con dignità è possibile. Questo potrebbe essere, in estrema sintesi, il sunto del rapporto 2023 del Centro Astalli. Nel 2022 il numero di persone in fuga ha superato la soglia dei 100 milioni nel mondo. Solo una piccola percentuale di questi cerca di arrivare in Europa. Le due vie principali di accesso sono quella del Mediterraneo e della rotta balcanica, percorse da chi è costretto, in mancanza di canali d’ingresso legali e sicuri, ad affidarsi ai trafficanti. Sono state circa 5 milioni le persone che hanno fatto ingresso in Ue dall’Ucraina dall’inizio del conflitto (170mila in Italia). “Purtroppo, l’esperienza della crisi ucraina non è bastata a fare una riflessione profonda su accoglienza e integrazione dei rifugiati - afferma il Centro Astalli - sembrava ci fossero due percorsi paralleli: uno per gli ucraini e uno per tutti gli altri. In realtà, si tratta di persone che si trovano nella medesima condizione. Neanche le vittime del naufragio di Cutro hanno sortito una reazione politica di umanità. Se l’accoglienza dei rifugiati resta straordinaria, l’integrazione si complica”. E da MSF arriva l’appello all’Unione Europea per rafforzare i controlli sulle violenze e sui trattamenti inumani e degradanti subiti dai migranti per mano delle autorità frontaliere al confine tra Ungheria e Serbia.

p.6 africa Usa e CinaAfrica, chi si rivede? Sono stati 18 i Paesi africani visitati da alti funzionari statunitensi nei primi tre mesi del 2023. Il conteggio lo ha fatto Semafor Africa ed è interessante per diversi motivi. Innanzitutto è un dato che segnala un cambiamento di atteggiamento degli Stati Uniti rispetto all’Africa in chiave di maggiore interesse. E poi perché si incastona in quella sfida di riposizionamento globale in corso che vede il continente africano al centro delle attenzioni da est e da ovest. Le visite hanno fatto seguito al vertice Stati Uniti-Africa tenuto lo scorso dicembre 2022, il primo dal 2014, durante il quale ai 49 leader africani presenti è stato detto che la Casa Bianca avrebbe investito 55 miliardi di dollari nei prossimi tre anni. Il ritorno degli Stati Uniti giunge dopo che per anni la Cina ha consolidato la sua presenza. E l’Africa ha nel frattempo imparato che avere più interlocutori può essere un vantaggio (Maria Scaffidi, Africa).

Veglia per Matteo Ricci. Una solenne veglia di preghiera per la beatificazione del Venerabile Matteo Ricci, missionario gesuita (Macerata, 6 ottobre 1552 - Pechino, 11 maggio 1610), si è tenuta il 17 aprile nella cattedrale di Pechino. Alla veglia ha partecipato anche il gesuita Stephen Chow, Vescovo di Hong Kong e confratello di Matteo Ricci. Lo scorso 17 dicembre, papa Francesco aveva autorizzato la proclamazione delle virtù eroiche di Matteo Ricci, che da quel momento è stato dichiarato “Venerabile”. Durante la veglia è stata recitata la preghiera preparata dalla diocesi di Hong Kong per chiedere al Signore la sua beatificazione: “Attraverso il suo esempio eccezionale - recita la preghiera - il nostro zelo missionario sia ravvivato, così che noi possiamo imparare a praticare la Verità nell'amore nella nostra vita quotidiana ed aiutare gli altri, specialmente i nostri fratelli e sorelle cinesi, a conoscerti e amarti”.

Le iniziative

Laurea, nomina e… intesa

Il presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, il cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, ha ricevuto il dottorato honoris causa dalla State Islamic University Sunan Kalijaga a Yogyakarta, sull’isola di Giava.
p.6 sr Helen AlfordPapa Francesco ha affidato l’incarico di presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali a suor Helen Alford (nella foto) della congregazione domenicana di Santa Caterina da Siena di Newcastle. La religiosa londinese è laureata in Ingegneria all’Università di Cambridge. La ricerca di suor Alford riguarda principalmente il ruolo e l’impatto dell’etica e del pensiero sociale cristiano nel campo del management.

Infine, è stata siglata l’intesa tra Vaticano e Consiglio musulmano degli anziani per il dialogo interreligioso. Sarà creato un comitato permanente presieduto da entrambe le istituzioni per coordinare le iniziative congiunte in tutto il mondo, finalizzate a promuovere la coesistenza pacifica tra i fedeli delle due religioni e tra persone di culture diverse tra loro.

Le voci dalla missione

Pace in Messico, Nicaragua ed Etiopia

“Al fine di raccogliere tutti i contributi possibili per la pace nella giustizia e fare una proposta praticabile alle nostre autorità e al paese, abbiamo convocato il Dialogo Nazionale per la Pace, che si svolgerà dal 21 al 23 settembre presso l’Università Ibero-Americana di Puebla, con l’obiettivo di sviluppare un’Agenda Nazionale di Pace e articolare iniziative di pace locali”. Questo l’annuncio contenuto nel messaggio “al popolo del Messico” della Chiesa messicana. “Armi, corruzione istituzionale ed impunità hanno permesso l’escalation dei livelli di criminalità e la perdita di sistemi comunitari in grado di regolare i comportamenti”. Tali dinamiche criminali “mettono a rischio la convivenza sociale, la democrazia, l'economia, l'ambiente e il benessere nei territori; è quindi urgente una profonda riflessione in un dialogo che comprenda tutti i settori della società”.
p.6 Etiopia“Sono qui da cinquant’anni e non ho mai visto una simile disperazione”. Padre Harry commenta la condizione sociale che caratterizza l’Etiopia all’inizio del 2023. Fragilità e instabilità politiche, sommate a cambiamento climatico, l’hanno resa una delle crisi più catastrofiche al mondo, con due poli principali: il Nord, con le conseguenze del conflitto del Tigray, e Sud-Est, la carestia. Reggono una pace fragile, il rifornimento di medicinali e cibo ed un lento ritorno degli sfollati. Quanto a pacificazione e ricostruzione della regione le prospettive sono lontane. Il conflitto si è aggiunto a crisi preesistenti, come fame, siccità, invasioni di locuste.

Una storia speciale

Il monaco arcivescovo

p.6 MouradIl monaco Jacques Mourad, di Aleppo, è stato ordinato arcivescovo siro cattolico di Homs, il 3 marzo 2023. Nella sua prima omelia ha tracciato una sorta di “mappa di strada” per l’arcidiocesi e per la Chiesa in Siria. Ha ricordato con tanta gratitudine e riconoscenza p. Paolo Dall’Oglio, “colui che mi ha preparato la via, padre e guida, testimone e martire nella Chiesa, che ha seguito Cristo fino alla fine”. Ha poi continuato: “L’economia divina che conduce la Chiesa, la guida e la consola ha fatto sì che fossi scelto da una comunità monastica alla quale Dio ha affidato un carisma particolare di apertura e di armonia con i musulmani. Una comunità che ha riconosciuto e seguito l’intenzione di Dio, il quale desidera che la nostra Chiesa siriaca sia figlia di questa terra, terra che ha accolto anche l’Islam e nella quale hanno finora camminato e vissuto insieme, nella gioia e nelle difficoltà”. Tra le sue priorità pastorali ci saranno la cura dei giovani, delle donne e del catechismo. p. Jihad Youssef - monaco della Comunità di Deir Mar Musa



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