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p.6 Goma Vatican NewsCongo RD: Kivu nel caos! Dopo Goma, anche Bukavu è quasi nelle mani dell’M23 in seguito ad un’avanzata partita dalla vicina provincia del Nord Kivu. Domenica 16 febbraio i miliziani e i soldati ruandesi sono entrati in fila in città. Alcuni abitanti li hanno accolti con grida di gioia; forse è la reazione all’attesa di un evento angosciante che si sentiva da giorni arrivare. Le autorità erano fuggite da giorni ed è mancata una parola autorevole alla popolazione per vivere questi momenti. Solo l'Arcivescovo Rusengo ha parlato chiedendo di risparmiare a Bukavu la stessa sorte di Goma, dove l’entrata delle forze ruandesi e dell’M23 ha causato un massacro. 
Nei giorni successivi alla caduta, così il Saveriano p. Gianni Magnaguagno da Goma descriveva la situazione: “È stata una disfatta; la città adesso è completamente in mano loro e ci sono stati saccheggi a tutto spiano… Scene di panico e disperazione si sono susseguite per tutta la giornata, mentre la popolazione cercava rifugio nelle proprie abitazioni. Chi ha potuto, ha cercato di fuggire”. Come in ogni conflitto, a pagare il prezzo più alto sono i civili (si parla di oltre tremila vittime). “Hanno bombardato l’ospedale della Charité, il principale ospedale diocesano di Goma”. Oro, rubini, rame, coltan e cobalto costituiscono un patrimonio sotterraneo inestimabile, che fa della regione un obiettivo strategico per numerosi gruppi armati. Dietro il conflitto si cela un intricato gioco di potere, in cui interessi economici, rivalità storiche e strategie politiche si intrecciano in un drammatico scenario di guerra.

Myanamar: fame e sfollamento Sono passati quattro anni dal golpe del 2021 con cui la giunta militare ha rovesciato il governo democratico e sciolto il parlamento. Il generale Min Aung Hlaing si accinge a protrarre lo stato di emergenza e a ribadire la volontà di tenere una consultazione elettorale entro il 2025, operazione molto difficile mentre infuria la violenza. Il conflitto civile ha fatto oltre 50mila morti e 3,5 milioni di profughi interni, creando un’emergenza alimentare. E la situazione è destinata a peggiorare. Gli sfollati aumenteranno fino 4,5 milioni, mentre sui civili incombono anche le mine anti uomo. Le comunità cattoliche segnalano le condizioni dei bambini: crescita del lavoro minorile in aperta violazioni dei diritti dell'infanzia da un lato, la chiusura delle scuole e degli istituti educativi dall’altro con un grave impatto sul futuro della nazione. Molti religiosi e molte parrocchie hanno avviato scuole informali per far proseguire l’iter di studi.

p.6 minori con armi Eos VeronaArmi e minori. Ragazzini che imbracciano fucili e bambine che si allenano a soppesare carabine e pistole. Le fotografie sono state scattate a Verona all’interno dei padiglioni dell’European Outdoor Show (Eos), esposizione dedicata alla caccia, alla pesca e al tiro sportivo tenutasi nel capoluogo veneto dall’8 al 10 febbraio. Ai minori di 18 anni l’ingresso alla fiera era consentito, purché i ragazzi fossero accompagnati da un adulto. I cartelli presenti, però, specificavano che era severamente vietato ai minori toccare le armi. Un divieto ampiamente disatteso. Il tutto sotto lo sguardo degli adulti.

p.6 MSF farmaco anti HIVBrevi da MSF. L’amministrazione Trump ha sospeso l’app CBP One, che permetteva a molte persone di prendere appuntamento per iniziare le procedure di richiesta di asilo negli Stati Uniti. Ciò crea uno scenario di incertezza e segna una battuta d'arresto in termini di diritti umani. E il governo Usa ha deciso di congelare temporaneamente i finanziamenti al Programma presidenziale d’emergenza per la lotta all’HIV/Aids (PEPFAR), provocando effetti immediati sulle persone affette da questa patologia. 
La mancanza di una certificazione individuale per ogni persona trasferita, uno screening medico effettuato da medici militari e poca chiarezza sugli strumenti utilizzati per l’accertamento dell’età: sono le nuove criticità del Protocollo Italia-Albania.
I team di MSF hanno gestito un afflusso di massa di feriti di guerra provocati dai bombardamenti su 3 diverse aree del Sudan, mentre il conflitto tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF) continua, senza rispetto per la vita dei civili.

La voce per i vescovi

No ai muri di ignominia!

Papa Francesco ha inviato una lettera ai Vescovi degli Stati Uniti d'America, a seguito delle politiche di deportazione degli immigrati nei rispettivi Paesi d’origine avviate dalla nuova amministrazione.

Una coscienza rettamente formata non può esimersi dal formulare un giudizio critico ed esprimere il proprio dissenso nei confronti di qualsiasi misura che identifichi, in modo tacito o esplicito, la condizione irregolare di alcuni migranti con la criminalità. L’atto di deportare persone che, in molti casi, hanno lasciato la propria terra a causa di povertà estrema, insicurezza, sfruttamento, persecuzione o del grave deterioramento dell’ambiente, ferisce la dignità di molti uomini e donne, di intere famiglie, e le pone in una condizione di particolare vulnerabilità e indifesa. Il testo biblico dell’Esodo ci invita a guardare la realtà del nostro tempo, così chiaramente segnata dal fenomeno della migrazione, come un momento decisivo della Storia per riaffermare non solo la nostra fede in un Dio sempre vicino, incarnato, migrante e rifugiato, ma anche la dignità infinita e trascendente di ogni persona umana. Gesù Cristo, facendosi uomo, scelse anch’egli di vivere il dramma dell’immigrazione. Diceva Pio XII: “La dignità infinita e trascendente di ogni persona umana supera e sostiene ogni altra considerazione di carattere giuridico che possa essere fatta per regolare la vita nella società”.
È necessario riconoscere il diritto di una nazione a difendersi e a mantenere le proprie comunità al sicuro da chi ha commesso crimini violenti o gravi, dall’altra il manifestare e diffondere preoccupazione intorno a determinate identità personali, comunitarie o nazionali senza considerare aspetti come la fuga dalla guerra o dalle carestie introduce facilmente un criterio ideologico che distorce la vita sociale e impone la volontà del più forte come criterio di verità. Grazie cari vescovi per il prezioso impegno nel lavorare a stretto contatto con i migranti e i rifugiati. Esorto tutti i fedeli della Chiesa cattolica, e tutti gli uomini e le donne di buona volontà, a non cedere alle narrazioni che discriminano e fanno soffrire inutilmente i nostri fratelli migranti e rifugiati. Con carità e chiarezza, siamo tutti chiamati a vivere nella solidarietà e nella fraternità, a costruire ponti che ci avvicinino sempre di più, a evitare muri di ignominia e a imparare a donare la vita, come fece Gesù Cristo, per la salvezza di tutti (papa Francesco).

L’iniziativa

Basta favori ai mercanti d’armi!

p.6 Basta favori mercanti armi logoTorna di drammatica attualità il tema della difesa della Legge 185/90 sulla trasparenza nel finanziamento all’export di armi. Dal 6 febbraio è ripreso l’iter parlamentare di discussione delle modifiche alla normativa. Si tratta di cambiamenti che molte organizzazioni ritengono fortemente peggiorativi. Tra cui la Rete Italiana Pace Disarmo che ha lanciato la petizione “Basta favori ai mercanti di armi! Fermiamo lo svuotamento della Legge 185/90”. Chiediamo al Parlamento di aprire un dibattito onesto e aperto. Ricordiamo che il mercato delle armi è uno dei più corrotti al mondo e strumenti di controllo sono necessari per continuare a costruire la pace e non la guerra. Crediamo in una finanza che costruisce e sostiene la pace”. Aderiamo in tanti!

Una storia speciale

Tata, faro di compassione

p.6 Ratan TataRatan Tata, noto imprenditore indiano deceduto il 9 ottobre 2024, a 86 anni, ex presidente del "Gruppo Tata" con industrie soprattutto nel campo dell’automobile, viene ricordato come “un faro di compassione e generosità”. Grazie alle sue numerose iniziative filantropiche, ha trasformato la vita di milioni di persone, sostenendo la causa degli emarginati, svolgendo un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’India, impegnandosi per la giustizia sociale, l’istruzione, l’assistenza sanitaria e lo sviluppo rurale. La Chiesa cattolica in India auspica che “la sua leadership ispiratrice e la sua generosità sconfinata” possano ispirare molte persone e molti imprenditori in India, soprattutto i giovani, perché sappiano “impegnarsi per il miglioramento della società e a servire gli altri con altruismo e compassione”. Nel 2012, quando la Tata Steel Company a Jamshedpur venne ridimensionata da 78mila a 40mila dipendenti, l’imprenditore garantì che tutti i lavoratori licenziati continuassero a ricevere il salario fino all'età pensionabile.



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