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Laicato saveriano: Per noi il caso non esiste

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Il 16 maggio nella chiesa di Offagna (AN) nostra figlia Miriam ha ricevuto il battesimo dalle mani di Serge, il saveriano del Camerun che allora era diacono e viveva nella comunità di Ancona. È stato ordinato prete il 3 luglio scorso. Serge ha iniziato la sua omelia con queste parole: "Per noi cristiani il caso non esiste".

Quando a dicembre 2009 Serge aveva fatto la professione perpetua come saveriano, Miriam era nata da pochi giorni. Ci eravamo ripromessi che sarebbe stato lui a battezzarla, pur non immaginando che sarebbe stato il suo primo battesimo! Una bella coincidenza, che contribuirà a far ricordare - a noi e a lui - questo giorno così bello. Anche le parole della sua omelia resteranno un dono per noi.

Era la festa dell'Ascensione: Gesù ci invita a guardare in alto restando con i piedi per terra per continuare la "sua opera" quaggiù.

Lui la affida a noi, sapendo che potremmo anche fallire, ma vuole fidarsi di noi.

"Il mondo e la chiesa hanno bisogno di vedere che noi cristiani siamo gente appassionata, capace di dare il meglio per il Regno; gente che guarda e punta in alto, che non si accontenta di essere un pollo sapendo di essere aquila. Hanno bisogno di testimoni autentici e credibili non solo a parole, ma con le scelte di vita. I vostri figli hanno bisogno di vedere questo in voi per avere la forza di essere buoni cristiani. Questo è il regalo più bello che potete fare ai vostri figli e l'impegno che attende voi e tutti i genitori cristiani".

Un messaggio impegnativo, ma entusiasmante. Un messaggio missionario che è stato bello ascoltare proprio da chi, dopo alcune settimane, sarebbe stato ordinato sacerdote in Camerun, e continuerà il suo impegno missionario proprio in Italia.

Al termine della Messa, il nostro parroco ha fatto a Serge un augurio: "Questo battesimo sia il primo di una lunga serie. Possa tu fare come san Francesco Saverio: avere le braccia stanche a forza di battezzare!". È anche il nostro augurio, sapendo che ogni battesimo richiede una buona preparazione e un instancabile annuncio del vangelo di Cristo.

Ci piace concludere con la preghiera che il padrino e la madrina hanno dedicato a Miriam, dopo aver spiegato la scelta dei due nomi che hanno scelto per lei: Anna (che vuol dire "grazia") e Sofia (che vuol dire "saggezza"):

"Preghiamo il Signore che doni a te, Miriam Anna Sofia, la grazia di riconoscere in lui l'origine e la fine di tutte le cose, la sapienza da amare e a cui affidarsi. E preghiamo il Signore che doni a noi tutti - parenti, amici e membri della comunità cristiana - la capacità di esserti vicini, come Anna lo fu con Maria e come Maria lo fu con Gesù. Amen".



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