Skip to main content
Condividi su

Sono tornato dal Brasile per rivedere mia sorella Fede, salita al cielo il 31 agosto a Soncino. Per me è stato un vero dono di Dio stare con lei e con la sua famiglia nei suoi ultimi giorni. Mi è difficile però dire chi è stata mia sorella Fede. E se domando ai suoi cari, l’unica cosa che dicono è: “La sua porta era sempre aperta; nella sua casa c’era sempre gente; accoglieva tutti e tutti si sentivano amati personalmente da lei”.

Il suo piccolo testamento

Nelle loro angustie, i nipotini sapevano che dalla nonna erano accolti, potevano sfogarsi nel loro linguaggio, perfino con disegni e parole scritte; poi se ne andavano, sollevati e felici, avvolti nel suo abbraccio. Anche i cosiddetti “extra-comunitari” avevano per lei amore e rispetto: percepivano che non stavano ricevendo un aiuto da qualcuno che volesse liberarsene. Nessuno mai si è sentito giudicato, nessuno vedeva in lei un’ombra di riserva e, meno ancora, di diffidenza.

occhio e fedeEntrando nella sua stanza, ho visto i suoi occhi brillare di gioia e mi ha abbracciato. È venuto a trovarmi un mio compagno che lavora con me in Brasile. Mia sorella non riusciva più a parlare. Appena siamo usciti dalla sua stanza, lei ha chiesto a un nipote di scrivere ciò che voleva dirci: “Luce dei miei passi sia la tua Parola, o Signore. Se il Signore non costruisce la città, invano noi mettiamo pietra su pietra. Se non è Cristo la nostra luce, nulla vale ciò che facciamo, e la chiesa cade. Vorrei che questo fosse il mio piccolo testamento. Chiedo la vostra benedizione”.

Lacrime sì, tristezza no

Il giorno dopo, quando le dissi che il suo messaggio aveva già fatto il giro del mondo, mi diede uno sguardo di delusione. Le ho detto: “Cara Fede, la tua vita non ti appartiene; in Cristo, tu sei dono, pane per i tuoi figli e per le loro famiglie; adesso lo sei anche per me e per la mia missione”.

Lei si rassegnò, ma ho percepito che si sentiva contrariata.

Poi disse: “Al mio funerale non perdete tempo con discorsi inutili; celebrate per me la Messa della Misericordia”.

E indicò lei stessa le letture e il salmo che desiderava fossero usate: quelle della Messa della Misericordia.

Al suo funerale ho concelebrato con due nipoti, sacerdoti diocesani. La gente del paese, a Gallignano di Soncino, sembrava essere tutta lì. Mi hanno chiesto di dire due parole durante il funerale.

Spontaneamente ho cominciato così: “Lacrime sì, tristezza no!”.

La vita di questa mia sorella a me fa da specchio: non per vedere me stesso, ma per vedere ciò che dovrei essere come missionario e come dovrei agire nella mia missione.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2879.15 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Luglio/agosto 2008
La chiesa se non è missionaria, non è chiesa. È con questa consapevolezza che domenica 1° giugno nella casa dei saveriani di Zelarino si è concluso i…
Edizione di Agosto/settembre 2023
LA PAROLA Uno della folla gli disse: “Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità”. Ma egli rispose: “O uomo, chi mi ha costituito giud…
Edizione di Ottobre 2013
di: Tonino e Anna Siamo una coppia di sposi, volontari presso la casa saveriana di Salerno. Desideriamo associarci al dolore che ha colpito la famig…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito