La speranza nel mondo
Padre Antonio Trettel ha scritto una lettera al confratello p. Sergio Targa in risposta ad uno dei suoi articoli pubblicati sul nostro giornale (n° 2/2024 dedicato al Bangladesh). P. Trettel, missionario in Congo, individua alcune somiglianze tra la missione in cui si trova lui e quella di p. Targa. “Si potrebbe cambiare il nome Khulna con Uvira, ma il risultato sembra lo stesso”, scrive p. Trettel, riferendosi al fatto che la Chiesa locale, una volta fondata dai Saveriani, è ora nelle mani del clero diocesano. “È ancora troppo concentrata su di sé, con poco o nessun interesse verso le masse non cristiane tra cui vive”, diceva p. Targa. Nella lettera, Trettel si chiede come mai dalla lunga e generosa semina di molti missionari eroici possa nascere una Chiesa così distante. E fa notare che in Congo la situazione è completamente diversa: “Qui la Chiesa ha un peso politico enorme”. All’affermazione di p. Targa (“la missione del futuro perderà forse la sua dimensione istituzionale, ma guadagnerà in quella relazionale, di amicizia e solidarietà con le persone”), p. Trettel gli fa notare che questo cambio di modello missionario dovrebbe rappresentare già l’oggi della missione e non soltanto quello futuro. P. Trettel conclude affermando l’importanza di annunciare il Vangelo in maniera autentica e richiama l’attenzione sulle nuove aperture saveriane come esempi di una missione che non si esaurisce mai e che può portare la speranza nel mondo.







