Natale 1999
Due arcani viandanti nazareni
spossati dal cammino estenuante
supplicano invano, non c'è un asilo
solo una baita da pastori.
La giovin donna sta prossima al parto
Lui è dattorno assorto premuroso.
E la notte più lunga di una Madre:
il cosmo è teso di silenzio.
Nella caligine fitta dei mortali
di mano in mano la fiaccola dei vati
l'aveva predetto: "Ecco una vergine -
prodigio - ha partorito un figlio".
Un lampo laser trapassa il cristallo
senza sfiorarlo né lasciare traccia:
si è chinato sul nulla il Paradiso
si è schiuso il celeste germoglio.
Di spirti, di suoni si accende l'etere
sfavilla di danze, di cori immensi:
"la Luce vera per i nuovi cieli ...
Brilla la stella del mattino".
Primo vagito di gioia, di pianto
primo soave sguardo di Maria;
il cuor di Dio or batte per suo conto
nel primo sospiro d'amore.
Ribatte il gelo dell'uomo insensato;
gronda di sangue a fiumi il suo impero.
A un esecrando "giudizio di Dio"
si appella a sfida della morte.
Cristo rinasce nel pane spezzato;
gli eletti passano indenni sul baratro.
E gli altri? "Quando Lui verrà di nuovo
ritroverà ancora la fede?".
p. Giovanni Zaltron
Spunto dai messaggi di don Stefano Gobbi