Venerdì 16 febbraio si celebra il Capodanno Cinese (se avete degli amici o conoscenti cinesi, fate loro le congratulazioni, ne saranno felicissimi!). Finisce l’anno del gallo (o della gallina che dir si voglia) e comincia l’anno del cane. Si racconta che, la notte della fine dell’anno, un mostro feroce, il Nian (il suo nome significa proprio: “anno”) si aggiri ovunque cercando chi divorare. Non teme niente, eccetto il chiasso e il colore rosso. Per difendersi da questa minaccia mortale, i cinesi incollano sugli stipiti e sull’architrave della porta di casa tre strisce di carta rossa (le Men Lian), sulle quali scrivono delle frasi di augurio, molto poetiche e piene di interesse, giocate sui contrasti tra i caratteri corrispondenti sui due lati delle porte.
Vedendo il colore rosso, il mostro si allontana. Viene il mattino del primo giorno dell’anno. Incontrandosi, parenti, vicini, amici, conoscenti si scambiano, non gli auguri, ma soprattutto le congratulazioni: “Congratulazioni, l’Anno che è passato non ti ha divorato, sei vivo ancora!”. Domanda: questa storia vi ricorda qualcosa?