La musica è sempre la stessa
Anch’io sono chiuso in casa, nella comunità saveriana di Alzano Lombardo (BG). Il lockdown si vive tra alti e bassi e fondati timori. Questo paese all'inizio della Val Seriana, suo malgrado, è diventato famoso. Il virus ci costringe a rivedere i parametri di un modo di vivere che ci era sfuggito di mano. È la logica del profitto ad ogni costo, del produrre e consumare sempre più per far girare l’economia, degli utili sempre più grandi. Il tutto è condito dall’inganno, nascosto dietro falsi luoghi comuni, non ultimo la discriminazione razziale e sociale che porta a una gestione arbitraria delle ricchezze. Se non siamo usciti intossicati da questo tsunami di menzogne, lo si deve al fatto che probabilmente le fondamenta della nostra vita si poggiano su una roccia solida. Ricordo il Ruanda in guerra contro il Congo RD, allora Zaire, con il pretesto internazionale di liberarlo dal dittatore Mobutu. Come scriveva Manzoni nell'Adelchi al terzo canto: “Domani, al destarvi, tornando infelici, saprete che il forte sui vinti nemici i colpi sospese, che un patto troncò. Che regnano insieme, che sparton le prede...”. La musica, a distanza di secoli, è sempre la stessa. La Risurrezione, l'Ascensione e la Pentecoste, pur con i segni descritti dalle Scritture, sono legate indissolubilmente al regno della Fede e della Carità di Dio e non certo alla logica del mondo. La Fede, la Speranza e la Carità muovono queste chiese, giovani di età, ma tanto adulte nella sofferenza e nella perseveranza nel loro cammino comunitario verso Cristo.







