La mostra nel nome di zio p. Nazzareno Bramati
Nel piccolo borgo di Poggio San Marcello (AN), il 16 agosto si è chiusa la mostra dedicata a p. Nazzareno Bramati, missionario in Sierra Leone, allestita in occasione del centenario della sua nascita.
Proprio noi nipoti, ricordando gli avvincenti racconti dello zio, abbiamo voluto organizzare la mostra con la collaborazione del parroco don Mariano Picotti, che ha messo a disposizione per l’evento il Santuario del paese. Attraverso una raccolta di fotografie, è stata presentata la storia di Nazzareno la cui presenza ed esempio hanno toccato la vita di innumerevoli persone. Percorrendo le foto, siamo tornati indietro nel tempo al 1955, quando p. Nazzareno intraprende un viaggio incredibile, non solo quello fatto in nave, ma della sua vita donata a Gesù per gli altri. Attraverso immagini e scritti, abbiamo potuto rivivere la sua storia e comprendere meglio la sua grande fede, con cui ogni paura è stata sconfitta.
Con coraggio e determinazione, salpa verso un Paese straniero ed ostile. La Sierra Leone era conosciuta come “il cimitero degli uomini bianchi”. Il primo contatto avviene il 29 novembre 1955, un giorno memorabile per sempre impresso nella sua memoria. Padre Nazzareno, con i confratelli p. Eugenio Incerti e fratel Attilio Pellegrin, sbarca sulle coste di Freetown, in un luogo che sarebbe presto diventato la loro casa spirituale. Il giorno seguente, nella gioiosa occasione della festa di Sant’Andrea, l’intrepido trio parte per Makeni. Così inizia la vita da missionario.
Deve affrontare sfide inimmaginabili, che raccontava a noi bambini per poi scriverle e lasciarcene memoria. Dedica la sua vita al servizio degli altri, portando speranza e amore in una terra afflitta da guerra, malattie e povertà. Nonostante le difficoltà, non vacilla mai nella sua missione. Nelle foto si vedono i sorrisi sui volti dei bambini mentre p. Nazzareno li intratteneva con la preghiera, la Parola del Signore, con le sue battute simpatiche e anche con le sue “trovate” che stuzzicavano l’interesse di menti innocenti (memorabile il racconto dell’agnellino che aveva addestrato ad inginocchiarsi prima di mangiare, quasi fosse intento a ringraziare Dio per il cibo).
Sapeva riparare motori, costruire radio e persino creare medicine. La sua mente brillante era sempre al lavoro, per trovare soluzioni alla miriade di problemi che incontrava ogni giorno. I suoi instancabili sforzi e la sua fede incrollabile hanno ispirato coloro che lo circondavano.
Mentre eravamo immersi in queste immagini accattivanti, integrate dai suoi toccanti scritti, abbiamo dato uno sguardo alla situazione storica e geografica di una nazione africana che soffre le ingiustizie di una società malsana e di un mondo che sfrutta il prossimo per il dio denaro. Padre Nazzareno ha dato ai sierraleonesi un barlume di speranza in mezzo all’oscurità. Attraverso gli scritti e le storie che ha condiviso, non solo ricordiamo il suo coraggio e la sua dedizione, ma troviamo anche l’ispirazione per fare la differenza nelle nostre vite. Celebriamo p. Nazzareno Bramati, perché ci faccia luce in un mondo che sembra impazzito. La sua eredità vive, ricordandoci il potere della compassione e la forza dello spirito umano nella perenne lotta tra il bene e il male.







