La missione di seminare speranza
In questo 2026, i Saveriani celebrano 75 anni di presenza in Messico. Una storia intrecciata di gioie e sofferenze con un popolo segnato da profonde contraddizioni. Non solo commemoriamo una storia, ma continuiamo a incarnare una risposta vivente alle grida di questa terra. La celebrazione di questo giubileo è incorniciata da quelle sfide che la Conferenza Episcopale Messicana (CEM) ha evidenziato e descritto nel suo “Progetto Pastorale Globale 2031-2033” e a cui anche noi vogliamo rispondere con audacia, dando il nostro carismatico contributo all’esempio vivente di San Guido Maria Conforti.
Una delle sfide prioritarie è la violenza strutturale, legata alla criminalità organizzata, all’impunità e al crollo del tessuto sociale. La CEM riconosce che questa realtà “grida al cielo” e richiede una cura pastorale di pace e riconciliazione. La Chiesa in Messico promuove processi comunitari di guarigione, una cultura dell’incontro e la difesa della vita. Noi saveriani,abbiamo costruito per decenni comunità di pace e memoria vivente, specialmente tra i popoli indigeni e nelle periferie urbane.
In questi 75 anni abbiamo lavorato in diverse parrocchie, in luoghi marginalizzati e poveri, dove queste realtà sono vissute. Due parrocchie sono in aree rurali e indigene, Santa Cruz e Acoyotla, nella diocesi di Huejutla. In passato, avevamo una parrocchia alla periferia della città di Torreón, a Coahuila, e ora siamo in fase di apertura di una nuova parrocchia alla periferia della città industriale di Aguascalientes.
Di fronte alla sfida della povertà e della migrazione forzata, l’opzione per i poveri deve essere fatta in modo concreto e coraggioso. Questo richiede il Piano Globale. Il Messico è un paese di origine, transito e destinazione per migliaia di migranti. I Saveriani hanno sviluppato ministeri di accoglienza, difesa dei diritti e sviluppo integrale. Le nostre missioni sono spesso oasi di dignità per gli abbandonati e seguono processi di giustizia. Un esempio di ciò è il centro “Mexico Needs Me”, che offre un supporto completo nell’inserimento sociale di persone rilasciate dai centri di detenzione, ex detenuti, tossicodipendenti e persone con problemi di marginalizzazione. Come avviene nelle nostre parrocchie, svolgiamo anche attività nelle nostre comunità di formazione, per prenderci cura dei poveri, dei migranti e di coloro che sono esclusi dalla società.
La secolarizzazione e l’indifferenza religiosa richiedono una proclamazione gioiosa e rinnovata del Vangelo. Il Progetto Pastorale della CEM insiste su un'evangelizzazione che forma discepoli missionari con identità e impegno sociale. I Saveriani sono testimoni di un’evangelizzazione che valorizza i semi della Parola nelle culture locali, promuovendo una fede adulta e inculturata nel dialogo. Il nostro lavoro nell’animazione missionaria delle Chiese locali è stato fondamentale, ricordando che la missione è compito di tutti. Diversi fratelli sono impegnati nelle Pontificie Società Missionarie Episcopali (OMPE), l'organizzazione ufficiale dell'animazione missionaria; allo stesso modo per la promozione professionale.
La formazione di nuovi missionari ha accompagnato il nostro percorso in questi anni. Molti Saveriani messicani percorrono i sentieri della missione in tutti i continenti in cui siamo presenti. Dal nostro arrivo in Messico, le scuole sono state un altro luogo privilegiato per educare evangelizzando ed evangelizzare con l'educazione, sia a Mazatlán, la prima comunità saveriana in Messico, sia a San Juan del Río e Arandas. Il compito educativo ha generato molti buoni cittadini che, con una fede ben formata, sono lievito nel mezzo della società.
Celebrare questo giubileo significa riconoscere che il compito dei Saveriani in Messico non appartiene solo al passato. In comunione con la Chiesa locale, vogliamo continuare ad essere un segno profetico di speranza: proclamare Cristo dove la vita sembra minacciata e accompagnare un popolo che, anche di notte, continua ad aspettare l’alba.







