La mia ultima spiaggia
Eccomi nella mia nuova sede, Desio, dove sono arrivato domenica 19 dicembre 2010. Il viaggio è andato liscio come l'olio. Sono salito da Reggio Calabria in treno con cuccetta adatta alla mia veneranda età e condizioni di salute. Ho riposato bene tutta la notte e sono arrivato in ottime condizioni a Bologna, anche se con tre ore di ritardo. E lì, dopo soli 20 minuti, avevo la coincidenza per Parma.
Tutto sommato, un bel viaggio
Nel pomeriggio, il meteo ha ricevuto il via dall'Onnipotente per scatenare una bufera di neve su tutta la linea che avevo appena percorso, causando disagi e stress. Colui che tutto vede e provvede mi ha risparmiato questo enorme disagio, e lo ringrazio.
È seguita poi un'altra benedizione: domenica una coppia di volontari andava in auto a Desio per un incontro con i nostri missionari e mi hanno dato un passaggio. Un'ora e mezzo di comodo tragitto su autostrada e mi sono trovato di nuovo al sicuro sotto un tetto. C'era un bel tappeto bianco di neve e faceva un freddo cane, almeno per me, abituato al clima dello Stretto di Messina!
Qui in Brianza io non avevo mai lavorato, pertanto sento un po' di disagio: geografia nuova, traffico a non finire... Dopo 50 anni di sacerdozio non so neppure celebrare la Messa in rito Ambrosiano. Pazienza! L'elasticità è bella, ma è una virtù degli anni giovanili! Con l'età dovrebbe spegnersi, ma in certe persone fa parte del DNA.
A ogni modo, spero che questa sia la mia ultima tappa. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole. Ricominciare da capo non è piacevole né facile. Ringrazio di cuore i confratelli della comunità di Desio per l'accoglienza e la pazienza verso questo povero e fragile vecchietto.
Tutto si logora in questo mondo, anche se la buona volontà resta. Vi saluto tutti. Ricordiamoci sempre al Signore.
E prima, cosa ho fatto?
All'inizio, ho trascorso alcuni anni in Gran Bretagna per imparare la lingua inglese, necessaria al mio lavoro missionario. Quindi sono partito per la missione in Sierra Leone: un territorio grande e una terra vergine, con popolazione di religione musulmana e animista.
L'apostolato dei saveriani in Sierra Leone era cominciato nel 1952 con quattro coraggiosi pionieri: p. Azzolini (primo vescovo della diocesi di Makeni), p. Calza, p. Olivani e p. Stefani. Ora sono tutti in paradiso, a godersi i frutti delle loro fatiche evangeliche. A loro poi si aggiunsero tanti altri, tra i quali anch'io, nel 1963.
Con la grazia di Dio, l'aiuto e le preghiere di tanti amici in Italia, e il sudore di noi missionari, i frutti si sono moltiplicati e oggi esiste una diocesi ben formata con numerosi sacerdoti locali. Grazie a Dio, la chiesa in Sierra Leone ha messo radici solide. Non sono mancati i sacrifici, che fanno parte del tesoro segreto noto a Dio.
Dopo 40 anni, è venuto il tempo di lasciare spazio a forze nuove; così sono stato destinato alla comunità di Reggio Calabria, dove ho trascorso cinque anni felici. E ora eccomi a Desio.








