La lampada a olio della pace
Una rappresentanza della comunità pakistana ha partecipato il 29 gennaio alla marcia della pace organizzata dal decanato di Desio (le parrocchie desiane e di Nova, Bovisio e Muggiò). Così, ad accendere la lampada della speranza nella chiesa di San Giovanni Battista, insieme al decano don Luigi Caimi, c'era anche Shabbir Mohammad, rappresentante dell'associazione culturale Minhaj Ul Quran.
In chiesa c'erano anche le donne velate con i loro bambini, che hanno preso parte poi alla marcia, fino alla Basilica. Hanno camminato insieme ai tanti parrocchiani e giovani degli oratori, guidati dai sacerdoti.
Un comune percorso di dialogo
Erano presenti anche i sindaci delle città del decanato; in prima fila, con la fascia, il primo cittadino desiano Roberto Corti, che ha ricordato l'importanza di ritrovarsi tutti insieme, tutti gli anni, per pregare per la pace.
“Vinci l'indifferenza e conquista la pace” era il titolo dell'iniziativa che ha preso spunto dal messaggio di papa Francesco.
La marcia si è conclusa in Basilica con la testimonianza di don Augusto Panzeri, cappellano del carcere di Monza.
Il dialogo per la pace è continuato sabato 30 gennaio nella casa dei saveriani in via don Milani.
Cristiani e musulmani si sono trovati di nuovo insieme per pregare. I giovani dei gruppi missionari, i saveriani e l'associazione pakistana Minhaj Ul Quran propongono un momento di riflessione, silenzio e preghiera per la pace nel mondo.
L'iniziativa inaugura un percorso di dialogo che si concluderà a maggio, in occasione della festa dei popoli e della marcia della pace.
Una lampada a olio rimarrà sempre accesa e sarà ospitata, a turno, nelle chiese, nella moschea e nei luoghi di incontro di Desio e della Brianza.
È un segno tangibile di quella pace che entrambe le comunità auspicano, attraverso la preghiera comune, si possa un giorno davvero realizzare.







