La Giornata dei missionari martiri
Il 24 marzo ricordiamo nelle nostre chiese e parrocchie i missionari e le missionarie che ogni anno vengono uccisi nelle zone di missione dove annunciano la Buona Notizia di Gesù. E, se sono uccisi i pastori o i leaders, i cristiani delle comunità non sono da meno.
La Open Doors è un’organizzazione che, da tre decenni, monitora la situazione dei battezzati nel mondo. I cristiani che rischiano per la loro fede nel mondo sono 360 milioni cioè un cristiano su sette. In 58 Paesi sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa della propria identità religiosa. I cristiani uccisi sono quasi seimila, le chiese e gli edifici connessi attaccati, distrutti o chiusi oltre cinquemila. Molti cristiani fuggono dai luoghi d’origine e, in alcune nazioni, la conversione a un’altra religione è punita con la morte. Sono poi in drastico aumento i rapimenti dei fedeli e le aggressioni ai cristiani.
In alcune nazioni, l’oppressione ha raggiunto un’intensità senza precedenti. Lo sfollamento è una strategia deliberata di persecuzione, volta a cancellare la presenza cristiana. Ancor più crudele è la persecuzione nei confronti delle cristiane. Migliaia sono obbligate a matrimoni forzati o subiscono violenze sessuali.







