I Presepi dalla periferia del mondo a Vicenza
Come detto sopra, l’esposizione dei presepi quest’anno è tornata, dopo la sospensione dello scorso anno. La tradizione decennale di esporre centinaia di presepi provenienti da ogni parte del mondo è stata riproposta.
L’iniziativa è possibile grazie al lavoro di una trentina di volontari (GAMS) che, con passione ed entusiasmo, durante l’anno, a casa o nei locali della vecchia scuola, creano piccoli capolavori. Le statuine arrivano dalle varie missioni del mondo e sono disposte dai nostri artisti nel loro ambiente di origine: nel freddo polare del polo Nord o nella capanna sotto il caldo sole africano, nella elegante casa giapponese e nell’abitazione povera del contadino brasiliano.
Ci sono presepi piccoli, quasi tascabili, e presepi a grandezza naturale, come quelli che sono allestiti all’aperto. Il più imponente è nel prato vicino alla chiesetta del venerabile p. Pietro Uccelli, dove sono rappresentati 16 musicisti disposti in cerchio attorno al bambino Gesù. Formano una vera orchestra, diretta dal piccolo festeggiato, che sta in mezzo, in piedi, con in mano la bacchetta del direttore. I musicisti sono di varie culture e hanno strumenti diversi. Lo spartito è uguale per tutti e la sinfonia è celestiale. L’opera è l’immagine di come deve essere il mondo di “Fratelli tutti”, nella diversità di culture e, nello stesso tempo, nella volontà di realizzare un’armonia di rispetto reciproco e di pace.
Il presepio è il mirabile segno che suscita stupore e meraviglia nel richiamare il Vangelo della nascita di Gesù e del diritto ad ogni popolo d’accoglierlo nella propria cultura. La mostra è anche un’occasione per aprire la festa del Natale all’annuncio missionario e alle necessità del mondo di oggi.







