La gioia di essere utili
Tutti i giovedì dell’anno, generalmente il pomeriggio, un gruppo di signore si incontra nella casa dei Saveriani di Desio per uno scopo ben preciso: occuparsi dell’abbigliamento dei padri, delle lenzuola e tovaglie della casa. Cuciono e stirano vestiti, biancheria, paramenti… Ogni settimana i padri si trovano tutto pronto negli appositi spazi degli armadi. Abbiamo voluto sentire da queste signore come è nato il loro Gruppo e soprattutto cosa le ha spinte a farne parte, cosa le anima.
Racconta Mariuccia: “Gli inizi risalgono al 1997. Le suore di Santa Gemma non ce la facevano più, allora c’erano anche gli alunni saveriani, e mi hanno chiesto se potevo dar loro una mano. Io venivo spesso in casa perché mio marito in quel tempo vi lavorava come ortolano e factotum. Ho accettato e ancora continuo, lo faccio molto volentieri. Anche mio marito ora lavora come volontario e aiuta nel mercatino. Quando poi le suore hanno lasciato il loro servizio nella casa dei Saveriani, altre signore si sono aggiunte, per vie diverse”.
Rosaria aggiunge: “Mio marito veniva spesso in aiuto dei Saveriani per lavori e necessità della casa. Sono stata invogliata da p. Gianni a venire nel Gruppo e sono qui volentieri per essere utile ad altri. Mi trovo bene, aiuto e mi incontro con altre persone che hanno lo stesso ideale”.
Antonina dice: “Dopo la morte di mio marito mi sentivo sola, ero triste. Mia nipote, che abita a Seregno, veniva a trovarmi e mi invitava ad uscire: ‘Hai mani d’oro nel cucire, non puoi rimanere chiusa in casa’, mi diceva. Un giorno mia nipote ne parlò con i Saveriani: ‘Venga, ne abbiamo molto bisogno’, le hanno risposto. Sono venuta e ci sono ancora. Lo faccio molto volentieri e mi trovo bene”.
Rosa Maria spiega: “Ho iniziato portando cose che avevo in casa dopo la morte del marito. È stato in pratica un servizio fatto a me stessa, perché mi ha fatto sentire che potevo essere utile”.
Grazia: “È stata Mariuccia, mia carissima amica, ad invogliarmi a venire quando mi ha visto giù di corda, io che di solito avevo un carattere allegro. Ho accolto l’invito e poi ho continuato, ormai sono molti anni. Nel gruppo sono quella che rallegra la compagnia”.
Anche Maria Angela ha una storia simile. Morto il marito si è trovata la casa vuota e provava angoscia per la solitudine. “Venire al Gruppo inizialmente l’ho fatto per me, per tirarmi fuori, ma poi ho cominciato a svolgerlo come servizio”. Ricorda i contatti avuti con i Saveriani di Villa Tittoni, al tempo dei Presepi missionari e quando faceva parte del movimento dei ragazzi “Cotù” (Conquistare tutti a Cristo). Rivive di nuovo lo stesso spirito.
Maria Grazia conclude: “Sono entrata nel Gruppo per fare una cosa utile, quando sono andata in pensione. È bello anche trovarci tra noi…”.
Tante storie diverse, che hanno in comune una grande esperienza: quella di sentirsi utili e di aiutarsi nel servizio e dono di sé stesse agli altri. Grazie da tutti noi… Che il Signore vi ricompensi.







