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La freschezza della chiesa Brasiliana

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Intervista a p. Renato Gotti

È tornato qui a Bergamo, in questi giorni p. Renato Gotti per una breve visita alla sua mamma e ai suoi familiari: viene dal Brasile dove lavora come missionario dal 1974. Ha studiato nei primi cinque mesi la lingua portoghese, e poi è stato destinato per la sua attività missionaria alla regione settentrionale dello Stato del Paranà: il suo apostolato si è alternato tra le parrocchie di Centenario Do Sul, del Bom Pastor in Curitiba, di Virmond e di Cantagalo. Da tre anni si trova a Laranjeiras dove abbiamo un Centro vocazionale e di animazione missionaria e tante parrocchie e cappelle da assistere nella catechesi e nell'amministrazione dei sacramenti. Proponiamo in questa pagina i punti più importanti di quanto egli ci ha detto.

Sei da tanti anni in Brasile: attualmente dove svolgi il tuo ministero?

Attualmente sono nel nostro Centro vocazionale e di animazione missionaria di Laranjeira do Sul. La finalità del Centro è quello di consacrarsi al servizio di questa missione nella Chiesa. Dopo aver dato un orientamento missionario aperto ai vari carismi con cui si può servire la Missione della Chiesa, presentiamo in modo più dettagliato il carisma Saveriano. Gli incontri sono mensili. La media dei partecipanti, maschi e femmine, è sulla trentina.

Dopo circa due anni di incontri preliminari, ognuno/ a fa la sua scelta. La maggioranza dei ragazzi opta per il carisma Saveriano e, normalmente, viene inviato al seminario di Londrina per frequentare il II Grado, il corso che corrisponde al nostro Liceo.  Il mio compito è quello di aiutare il responsabile del Centro che è attualmente p.Murazzo. Ma c'è poi un altro impegno di carattere pastorale di pari importanza a cui mi dedico con grande gioia: ed è quello di correre in aiuto quotidianamente alle nostre parrocchie vicine soprattutto nell'amministrazione dei sacramenti nelle numerosissime cappelle dislocate intorno ai vari Centri parrocchiali.

Fino al 1998 coadiuvavo il nostro confratello p. Mario Minuti nella parrocchia di Nova Laranjeiras che ha più di trenta cappelle in un territorio di circa mille chilometri quadrati. Lo scorso anno ero nella parrocchia di Rio Bonito che ha più di quaranta cappelle: una parrocchia immensa, con il gravissimo problema dei cosiddetti “senza terra”. C’era tutto da organizzare e non esisteva ancora in quella comunità un parroco. Ce ne occupavamo provvisoriamente il padre Murazzo ed io. Finalmente però da quest’anno è arrivato a Rio Bonito il parroco, un giovane prete brasiliano, con un altro sacerdote suo aiutante.

Se volessi fare un confronto tra la Chiesa italiana e quella brasiliana, quali differenze coglieresti?

Direi che le differenze tra le due Chiese sono notevoli e abbastanza evidenti. A questa domanda si potrebbe dare una risposta ampia e complessa. Pur ricordando che i confronti sono odiosi e poco simpatici, penso però che dopo 25 anni di Brasile, qualche mia impressione possa manifestarla. Si ha l'impressione netta che la Chiesa in Brasile sia giovane e dinamica. È noto che il popolo brasiliano è profondamente religioso.

A parte questo, la grande scarsità di sacerdoti in Brasile ha costretto la Chiesa a coinvolgere i laici nel compimento della sua missione evangelizzatrice. La Chiesa in Brasile sta vivendo, direi con impegno e senso di responsabilità, la sua dimensione di "Chiesa-popolo di Dio", di una Chiesa cioè che è "tutta missionaria", come ha ricordato il Concilio Vaticano IL

Ogni cristiano si sente sempre più responsabile per la crescita della comunità nella fede e nella comunione, e per l'evangelizzazione del mondo in cui vive. "Comunione e partecipazione" sono due caratteristiche fondamentali e tipiche di questa Chiesa. È impressionante la partecipazione responsabile dei laici nelle celebrazioni nelle varie iniziative pastorali, specialmente nelle numerosissime comunità dell'interno, dove il padre si fa vedere sì e no, una volta al mese. Anche nelle stesse celebrazioni liturgiche, trovo una buona partecipazione anche del popolo in generale, e una vitalità che infonde gioia e speranza nel cuore. Non tutto è pe-rfetto, ma si ha l'impressione che il cammino che si sta percorrendo, è nella giusta direzione: il futuro della Chiesa che si sta costruendo fa sperare bene.

Le "Comunità di base", la "lettura popolare della Bibbia" sono veramente esperienze qualificanti della Chiesa brasiliana?

Le "Comunità di base" e il grande valore della "Parola di Dio" sono due caratteristiche che indubbiamente qualificano la Chiesa del Brasile. Le "Comunità di base", alle volte non esistono in forma istituzionalizzata in tutte le parrocchie, ma, a mio parere, di fatto sono sempre presenti e operanti. Per esempio, le Comunità cristiane che si formano attorno ad una cappella, coordinate dal gruppo dei vari responsabili della Comunità, con a capo il Ministro straordinario dell'Eucarestia (che preferirei chiamare più appropriatamente: "Ministro della Comunità") sono in concreto delle vere "Comunità di base": infatti, come Comunità cristiane, funzionano "come tali" non tanto per la presenza e l'attività diretta dal padre, ma per l'azione delle loro varie "équipes" riconosciute dal padre.

Certamente il padre rimane il punto di riferimento, di autenticità e di comunione di queste Comunità, ma i responsabili immediati della catechesi, del culto domenicale e delle varie iniziative caritative sono queste "équipes" della Comunità.

E c'è un altro gruppo che, anche se non si può chiamare vera "Comunità di base", cammina però in questa linea: il "Circolo biblico". Questi "Circoli biblici" sono costituiti da piccoli gruppi di famiglie vicine che si riuniscono  abitualmente ogni due settimane per riflettere sulla Parola di Dio e applicarla alla vita concreta, per pregare insieme ed espandere il vincolo della comunione ad altre famiglie vicine.

A proposito di "Parola di Dio" c'è da dire che la Chiesa del Brasile dà una importanza centrale a questa sorgente della nostra fede, della vita cristiana, della nostra ragion d'essere Chiesa.

Ci sono dei problemi che vi assillano in modo particolare e sui quali vorresti chiedere la solidarietà, per lo meno nella preghiera, dei nostri lettori?

I problemi che la Chiesa del Brasile deve, se, non pretendere di risolvere, almeno di affrontare con coraggio e fedeltà alla sua missione in nome di Cristo, sono molti e pesanti. A parte i problemi di giustizia socia le di quella terra che penso siano noti a tutti, c'è da mettere in particolare evidenza il serio pericolo di molte sette cosidette "evangeliche", diverse dalle classiche dominazioni protestanti, che allontanano dalla fede buona parte di cattolici ferventi e impegnati; la loro diffusione è favorita anche da potenti mezzi di comunicazione.

Altri problemi gravi sono la crisi della famiglia, l'aumento impressionante della violenza, i cosidetti "bambini di strada", ecc. Penso che per risolvere questi problemi la Chiesa dovrebbe investire di più sia nel settore vocazionale che in quello della formazione dei laici disponibili ai vari servizi necessari alla evangelizzazione del mondo. Concludo ringraziando tutti i lettori per la loro effettiva solidarietà cristiana: certamente è un aiuto per noi missionari ed è anche un incoraggiamento a proseguire con costanza nella nostra non facile vocazione di annuncio e testimonianza. Che il Signore ci sostenga in questo compito: "Deus nos ajude!".



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