Skip to main content
Condividi su

Sono passati quasi 30 anni da quando l’ex sede dell’Ente comunale di assistenza (Eca) di Buttrio ospitò i profughi della guerra civile jugoslava. La palazzina venne restaurata negli anni ’90 dalla Regione Friuli Venezia Giulia e concessa al Comune, con l’indicazione di ospitare persone in fuga da conflitti.

Oggi, i suoi locali accolgono una famiglia siriana, di fede cristiano ortodossa. Si tratta di quattro persone - padre, madre e due figli di 14 e 9 anni - giunte in Italia grazie ai corridoi umanitari della Comunità di Sant’Egidio e autorizzati dal Ministero degli Interni. “Vivevamo in una fattoria al confine tra il territorio controllato dallo Stato e quello sotto Al-Qaeda”, racconta Khaldoun Ghareba, il papà. Lui stesso è stato chiamato a combattere dal regime di Assad, vestendo l’uniforme per cinque mesi. “Poi sono scappato”, confessa, nascondendosi per mesi interi agli occhi del regime. Nel 2016 oltrepassò a piedi il confine, venendo raggiunto due anni dopo anche dalla sua famiglia.

Le scene che riaffiorano nella memoria colpiscono dritte allo stomaco, raccontate con una drammatica normalità dall’uomo che indica chiaramente cosa sia oggi la “normalità” in Siria. In patria sono rimasti alcuni familiari, ma comunicare con loro è spesso impossibile: “In Siria non c’è la corrente e internet non va quasi mai”. Adesso i suoi figli sfruttano la rete per studiare da casa, a scuola sono andati prima di Natale. I loro occhi vispi tradiscono già un carico dolore e tensione, passato dall’abisso della guerra all’insicurezza di essere profugo in Libano, senza diritti e con poche certezze per il futuro.

A scegliere Buttrio come sede è stata la stessa Comunità di Sant’Egidio, rivolgendosi a p. Andrea Gamba. “La nostra collaborazione parrocchiale si occuperà del sostentamento della famiglia”, ha assicurato. La comunità ha accolto subito i nuovi residenti, portando un piccolo aiuto o anche solo un saluto, facendo sentire il calore del benvenuto. A Buttrio sono già presenti alcuni richiedenti asilo (progetto Sprar) una famiglia curda e alcuni ragazzi pakistani e bengalesi. Un folto numero di volontari ha dato la loro disponibilità con grande entusiasmo e generosità.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2490.76 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Luglio/Agosto 2001
Secondo una tradizione, ormai ben consolidata, la prima domenica di maggio vede i famigliari dei missionari Saveriani del Lazio radunati nella nostra…
Edizione di Ottobre 2007
Lo hanno ricordato amici e saveriani Padre Graziano Rossato, saveriano di Cicogna di Poiana Maggiore, è morto il 6 dicembre del 2006 nella casa dei…
Edizione di Febbraio 2010
Con tanto di stemma, ci arriva una busta affrancata con "posta prioritaria". Sullo stemma a colori, con toni acquarellati, vedo in alto il disegno de…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito