La bella tradizione dei presepi
La tradizione dei presepi è viva anche nel Ravennate. Durante il periodo natalizio, in molte chiese si vedono presepi artistici o simbolici della cultura popolare e, in alcune località del mare, i presepi di sabbia. Nella Basilica di San Giovanni Battista, il presepe napoletano è visibile tutto l’anno.
A Carraie, dodici scene evangeliche
Nella chiesetta di Carraie si può vedere il presepe meccanico e computerizzato, animato da Antonio Battesimo. È composto da dodici scene evangeliche che raccontano, a grandi e piccoli, la storia di Gesù, dall'Annunciazione alla morte e resurrezione. La scenografia del presepe con i vari mestieri ci ricorda che Gesù si è fatto uomo ed è venuto nel nostro mondo.
Il presepe è un borgo con luce, voci, eventi naturali e fatti evangelici dialogati. Sono significativi i movimenti dei personaggi del Natale nella grotta. Attirano l’attenzione i mestieri della vita (fabbro, arrotino, vasaio, fornaio, lavandaia, pescatore, taglialegna, polentaio, l'osteria movimentata). Oltre i canti natalizi, il belato delle pecore, il canto del gallo, il rumore dell’acqua, le voci delle persone al mercato ci ricordano il nostro mondo. Il giorno e la notte richiamano il mistero natalizio, della Luce che è venuta nel nostro mondo di tenebre.
Non è un motivo di divisione
Ogni anno il mondo culturale discute nelle scuole se fare i presepi, trasformando il mistero del Natale in una commedia, dimenticando la tradizione culturale francescana e artistica.
Il senso del Natale è l’esaltazione della nostra vita, altrimenti dovremmo spegnere tutti i luminari natalizi delle nostre strade.
Il presepe non è motivo di divisione culturale per fedi diverse. Chi legge il Corano sa che Maria partorisce Gesù sola, nel deserto, ai piedi di una palma.
Quindi è un’occasione culturale di confronto per conoscere le diverse teologie e vivere meglio insieme.







