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Sono passati 500 anni dall’affissione delle 95 tesi di Lutero alle porte della chiesa del castello di Wittemberg. Il 31 ottobre ricorrerà la data esatta dell’anniversario.

Se pensiamo alla chiesa di quel tempo, Lutero aveva ragione a denunciarne gli abusi (cosa che farà lo stesso Concilio di Trento), a richiamare la centralità della Scrittura come norma fondante della vita della chiesa e a spronare tutta la cristianità ad avere come centro “Solo Cristo”.

Le divisioni causano scandalo!

Tuttavia anche se l’intenzione originaria del riformatore non era quella di separarsi dalla chiesa cattolica, ma appunto di riformarla e di renderla più conforme al vangelo, di fatto, dalla scomunica di Lutero, si sono susseguite una serie di separazioni interne alla chiesa, che non fanno onore né a Cristo né al vangelo. Non siamo rimasti fedeli alla preghiera che Gesù rivolgeva al Padre: “perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.” (Gv 17,21)

E il problema dell’ecumenismo è proprio che le nostre divisioni causano scandalo! Se siamo divisi, come potrà il “mondo credere che il Padre ha mandato Gesù?” Come potrà essere vero il nostro annuncio? Come potremo testimoniare quest’unione che c’è nella Trinità se noi non la viviamo nella chiesa?

Che immagine può avere un credente di qualche altra religione se non annunciamo insieme Cristo? Chi osa affermare di possedere Colui che è la Verità e non solo anche la Via e la Vita per ogni uomo?

L’incontro con i metodisti

Siamo chiamati ad annunciare insieme lo stesso Gesù. Come vediamo, il problema ecumenico non può essere una questione di una “elite” che è “sensibile” a queste discussioni. Esso è strettamente legato alla missione della chiesa, non a un suo aspetto! Finché siamo divisi, non siamo la chiesa che Gesù Cristo ha voluto e desiderato! Nessuna confessione cristiana lo è e nessuno può rivendicare il diritto di affermare “noi siamo la chiesa di Gesù Cristo!”.

Noi studenti saveriani della Teologia di Parma, in quest’anno stiamo vivendo con particolare intensità il nostro rapporto con le altre chiese presenti sul territorio. Abbiamo iniziato con l’incontro con i giovani metodisti, un momento fraterno vissuto nella visita reciproca delle nostre rispettive comunità. Abbiamo condiviso le nostre storie di vita, i nostri cammini che ci hanno portato a Parma, ad abbracciare la fede cristiana e a consacrare la nostra vita al Signore.

L’annuncio si vive, non si predica

Abbiamo vissuto la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (18-25 Gennaio) che ci ha visti impegnati in momenti di preghiera insieme: una conferenza sul tema dei 500 anni della Riforma e la partecipazione ai diversi culti delle differenti comunità cristiane.

Si respira in questi momenti la bellezza delle parole di Gesù: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,34-35). È solo da questo che il mondo saprà che siamo cristiani, che siamo discepoli di Gesù!

“Noi siamo la Bibbia che i popoli leggono ancora”, così si canta in qualche celebrazione eucaristica. Ed è proprio vero: l’annuncio si vive, non si predica!

Papa Francesco con la visita a Lund (Svezia), in occasione, per la prima volta nella storia, della commemorazione luterano-cattolica della Riforma (31 ottobre-1° novembre 2016), ha definito Lutero “testimone del vangelo”. Ha aperto così un grande orizzonte verso l’unità, donando a tutta la chiesa la speranza, un giorno, di poter tornare a celebrare insieme la lode al Nostro Signore Gesù Cristo!

Come Papa Francesco stesso esorta: “L’unità si fa camminando” e allora camminiamo insieme verso l’unità!



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