L’ultima immagine di Dio
Caro direttore,
viviamo in campagna. Coltiviamo verdure e alleviamo animali come si è sempre fatto in campagna. Ma siamo preoccupati. Prima la “mucca pazza”, adesso i polli con l’aviaria H5N1, e ci sono in mezzo anche gli uccelli migratori... Dai paesi del sud del mondo, specialmente dall’Asia, arrivano le peggiori malattie, epidemie e pandemie per i nostri paesi. Dove andremo a finire di questo passo? Dicono che sono a rischio i polli allevati all’aperto, nei nostri cortili. A noi invece fanno compassione i polli d’allevamento. Sì, anche i nostri vanno a finire in pentola, ma almeno hanno vissuto una vita dignitosa, libera e allegra, beccando e cantando in cortile...”.
- Andrea e Mari, via E-mail
Carissimi,
permettete un ricordo d’infanzia. Mamma si lamentava: “In pollaio c’è una gallina matta! Covano 17 galline, ma le uova sono 16. Quella gallina matta finirà in pentola!”. L’uovo fresco mi piaceva tantissimo. Il pollaio era vicino al “cesso esterno”. Dopo il dovere mattutino, il piacere di entrare in pollaio e bermi un uovo ancora tiepido, per me era il massimo. Finché mia madre scoprì: non la gallina, ma il figlio era “matto”! Quella volta né la gallina né io finimmo in pentola. Ma ormai siamo cascati dalla padella alla brace.
Gesù parlava più volentieri di pecore e pastori. Ma nel massimo della commozione, non ha trovato immagine più efficace della chioccia e i pulcini. “Gerusalemme, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!” (Matteo 23, 37).
Che bella scena bucolica! Noi adulti la ricordiamo: sull’aia di casa, la chioccia con la sua covata di pulcini colorati di giallo mimosa, che scorrevano beccando e pigolando, attorno alla chioccia che non ne perdeva uno di vista... Scene che ora si vedono solo nei villaggi d’Africa, Asia e America latina, dove la vita è ancora genuina e la gente sa come nascono i pulcini: al calore della chioccia.
Oggi i pulcini nascono già selezionati: ovaiole, polli, maschi, femmine... Oggi le galline non si accucciano più per fare l’uovo; lo fanno in piedi, senz’amore. Oggi non covano più; ci pensano le lampade. Non sono più rispettati i ritmi naturali: tutto deve ingrassare in fretta per essere mangiato, da uomini o animali. Ma la colpa delle frequenti “pazzie” dei nostri giorni non è degli animali né dei paesi asiatici. Eppure, ci avevano quasi convinti che le modificazioni genetiche servivano proprio a rendere più resistenti alle infezioni polli, bovini, legumi e pomi vari...
Gli interessi delle multinazionali e delle compagnie farmaceutiche sono enormi, come le loro bugie. Non vogliono tornare, come pulcini, sotto le ali della gallina. Con l’H5N1 fanno miliardi e faranno fuori anche l’ultima immagine di Dio: la chioccia.
p. Marcello, sx








