L’incontro con il vescovo di Tabatinga
Prima del Sinodo a Roma sull’Amazzonia, il vescovo saveriano di Tabatinga, mons. Adolfo Zon Pereira, è stato per alcuni giorni ad Ancona su invito del Centro missionario diocesano e della Caritas.
La diocesi di Tabatinga si trova nell’Alto Solimões, al confine con Colombia e Perù, ha 186mila abitanti (come la diocesi di Ancona-Osimo) e solo 16 presbiteri. Fino a pochi anni fa, era servita dai Cappuccini dell’Umbria. Ha otto parrocchie, una gestita dai saveriani, ad Atalaia do Norte, dove lavorano p. Alberto Panichella e p. Pino Leoni. Mons. Adolfo Zon Pereira, spagnolo, ha fatto il noviziato con i saveriani ad Ancona nel 1981-82. È stato ordinato presbitero nel 1986 e ha lavorato in Amazzonia, ad Abaetetuba e Belém. Pochi anni fa, è stato nominato vescovo di Tabatinga e ora è tornato ad Ancona da vescovo.
Ha incontrato mons. Spina, vescovo di Ancona, le due consulte, ha parlato in una scuola superiore, ha tenuto un incontro aperto ai laici, nel ridotto del teatro delle Muse, e ha parlato ai presbiteri nel ritiro del clero a Colle Ameno. Ha descritto il territorio dove lavora, i mezzi di trasporto, le difficoltà di comunicazione, le varie tribù indigene presenti, i tentativi di evangelizzazione, in dialogo con le lingue e le culture locali. Ha anche accennato ai problemi sociali e ambientali (incendi, invasioni dei territori indigeni per agricoltura, allevamenti e minerali, per mano di società brasiliane e straniere, con la connivenza del governo brasiliano).
Mons. Zon ha parlato del lavoro della Funai (Fondazione nazionale per gli indios), del Cimi (Consiglio Indigenista Missionario) e della Uni (Unione delle Nazioni Indigene) per la difesa delle riserve e dei terreni indigeni, delle loro lingue e delle loro culture. Per mons. Spina l’incontro è stato un gemellaggio che comincia con la mutua conoscenza, notizie e incontri, e prosegue con progetti, scambi, invio in missione dei seminaristi, aiuti e preghiere reciproci.







