L'incontro /2: La mia fede è cresciuta
Anche padre Gerardo è saveriano messicano e lavora in Camerun.
Nella terra di Gesù ho vissuto una grande esperienza. La gioia è stata il primo e più forte sentimento che mi ha toccato profondamente: camminare sulla terra dove ha camminato Gesù; contemplare lo stesso panorama contemplato da Gesù; toccare con le mie mani l'acqua del Giordano, andare in barca sul lago di Tiberiade, salire sul Golgota...
Lo ripeto: tutto questo mi ha riempito di grande gioia. Ho provato un'emozione profonda.
La mia fede è stata scossa; è crescita, nel vedere tanti pellegrini baciare, toccare, commuoversi, piangere davanti "ai luoghi santi" e venerati, che ricordano e testimoniano la vita e la presenza di Gesù. Betlemme, la sua nascita; Nazareth, la sua adolescenza e giovinezza; la Galilea, il suo apostolato e la sua predicazione; Gerusalemme, la sua passione, morte e risurrezione. Conoscendo questi posti, ora capisco meglio il vangelo di Gesù. È stata una grande grazia!
Come mai la "sua gente"....
Assieme all'esperienza di fede profonda, devo aggiungere una seconda forte emozione, che mi ha colpito e procurato dolore. Nella terra dove Gesù nacque, crebbe e si formò come persona, dove predicò la sua Parola di vita, vedere la stragrande maggioranza della "sua gente" che non lo ama e non accetta la sua parola.
Il popolo di Abramo, di Mosè e dei profeti, non ha ancora accolto il Messia, l'inviato del Padre. I credenti in Cristo sono pochissimi (2.2%). Gesù è praticamente sconosciuto nella sua terra. Tutti conoscono Dio, ma ciascuno alla propria maniera... Con questi pensieri, mentre camminavo e pregavo sconsolato, mi sono venuti in mente due passi evangelici.
"Molti verranno da lontano"
Scrive Giovanni: "Venne tra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio" (Gv 1,11-12). Questa parola mi ha consolato, perché c'è qui una chiesa piccola e vivace di discepoli di Gesù: sono "il sale che dà sapore e la luce che illumina tutta la casa...".
Anche l'evangelista Matteo mi ha rallegrato e infuso ottimismo: "In verità vi dico, molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli" (Mt 8,11). I tanti pellegrini che ho incontrato in Terra Santa - e noi missionari pellegrini con loro - sono arrivati e continuano ad arrivare da ogni parte del mondo, confermando la parola di Gesù.
È già un segno del regno dei cieli, anche se ancora non riusciamo a... "sedere a mensa" insieme, in comunione di vita.








