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Il 7 maggio, domenica del Buon Pastore, l’anima di p. Luigi Stevanin si è liberata “dalle premure delle infermiere” per rispondere al Divino Pastore che lo chiamava a Sé. Aveva 84 anni.

Sotto la guida di p. Uccelli

Per oltre 40 anni, aveva lavorato nella missione del Congo RD, servendo i fratelli con dedizione ammirevole, in modo particolare i malati, i poveri, i carcerati e gli afflitti da tante guerre e divisioni nelle carceri di Bukavu.

Questa figura di missionario sarebbe piaciuta a papa Francesco come apostolo delle periferie. Nell'umiltà gioiosa che gli era abituale, p. Luigi aveva avvicinato a Dio i lontani e aveva confermato nella fedeltà al vangelo i vicini di tutte le età, etnie e necessità.

Era nato da papà Augusto e mamma Rosa Donà a San Bonifacio di Verona (diocesi di Vicenza) il 12 ottobre 1932. Poi, eccolo adolescente nella Casa Apostolica di Vicenza, a studiare da missionario sotto la guida di p. Pietro Uccelli, che san Guido aveva chiamato dalla Cina. È stato ordinato sacerdote a Piacenza il 22 marzo 1958.

Da un capo all’altro della Penisola

Il superiore delegato per le scuole apostoliche in Italia, p. Lucino Piacere, così gli scriveva il 3 ottobre 1968. “Lei resta addetto alla casa di Salerno in qualità di economo. Le sue molte doti di mente e di cuore e la sua esperienza concorreranno a rendere gradita e proficua la sua opera...”.

Il suo lavoro spazia da un capo all’altro della Penisola. Appena ordinato presbitero, è destinato a Posatora di Ancona per fare l’animatore e l’insegnante. Non appena l’orecchio si adatta all’accento di quella magnifica terra, lo incaricano del servizio pastorale anche in altre parrocchie marchigiane. Poi, con gli stessi compiti sarà a Piacenza, Massa della Lucania e nella nuova casa apostolica di Salerno.

Nel 1970, finalmente, parte per il Congo dove rimarrà fino al 2011.

Servitore “qualunque” in Congo

A Muenga è stato nove anni come vicario cooperatore in parrocchia, superiore ed economo della comunità e infine parroco. Dal 1979 al 1982 è a Kavinvira, dal 1983 al 1985 parroco a Luvungi e poi ancora a Kavinvira. Svolge, poi, un lungo periodo di servizio alle carceri di Bukavu e nella comunità terapeutica di p. Nardo.

P. Giuseppe Veniero, che ha lavorato per molti anni con p. Luigi in Congo, così lo ricorda. "Il servizio svolto insieme a p. Riccardo Nardo, nel quartiere di Kadutu, agli ammalati o eventuali posseduti da spiriti cattivi, come pure il servizio alla prigione centrale di Bukavu come cappellano, erano impegni umanamente molto difficili e impegnativi. In questi ambienti quasi impossibili, p. Stevanin interviene come sempre con il suo spirito-genio-carisma di servitore qualunque, secondo il vangelo, e con l'aggiunta di una notevole e paziente umanità.

Tra malati e carcerati con pazienza

Il servizio alla casa di Kadutu, frequentata spesso da folle di malati che riempivano il cortile non troppo spazioso, metteva alla prova la sua pazienza. Che io sappia, non se n’è mai lamentato. Il servizio alla prigione l'ha fatto per molti anni. Un mondo di disperati con uomini e donne sommariamente condannati e maltrattati. Là si doveva pagare per ogni cosa, compreso l’accesso dei familiari per lasciare entrare un po’ di cibo che loro stessi avevano portato da casa. Regnava un’insopportabile corruzione. I detenuti non erano garantiti da nessuna legge, ma solo dalla capacità di corrompere i responsabili del carcere. In questo contesto, p. Luigi ha resistito tanti anni. Una cosa per niente scontata”.

Contemplando il viso del defunto nella camera ardente della Casa Madre, ho provato una profonda commozione. Quel viso gonfio e dolente da due mesi di sofferenza si era ricomposto in un aspetto rasserenato da certezze che ciascuno di noi desidererebbe sperimentare nel momento del trapasso.

Il Signore della Vita ricompensi il suo servo buono e fedele Luigi con la Vita Eterna in cui aveva sempre creduto, sperato e amato. 



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