L’animazione missionaria a Padova
Spesso ci chiedono: cos’è l’animazione missionaria? È il lavoro che 300 animatori, una decina di religiosi missionari e tante associazioni e gruppi stanno sviluppando nella nostra bella chiesa di Padova per aprire il libro della missione, costruire ponti con il mondo, far assaporare la bellezza della “buona nuova” e condividere con uomini e donne di tutti i continenti la fraternità rivelataci da Gesù.
Aprire le finestre sul mondo
Cerchiamo di mettercela tutta in ciò che facciamo, nella speranza che la nostra anima abbia i colori dell’arcobaleno, porti i profumi e i sapori del pianeta, delle culture più diverse e la voglia di aprire le finestre sul mondo. Per tessere relazioni con tutti e costruire “cieli e terre nuove” che già esistono in mille piccoli semi in ogni angolo della terra.
Il compito di chi è impegnato nell’animazione missionaria è quello di costruire ponti, far appassionare uomini, donne e bambini delle nostre comunità cristiane a una vita di fraternità, con tutti i popoli del mondo.
Chi ci accompagna in questa stupenda avventura sono i missionari di vari istituti religiosi, i nostri presbiteri, i laici e tutti coloro che “avendo visto” ci raccontano le opere di Dio in mezzo ai popoli.
Insieme, condividiamo il sogno di un “mondo altro”. Tutti loro sono testimoni che raccontando gli incontri con popoli diversi ci stimolano ad aprirci, suscitano la nostra curiosità e animano la ricerca del volto di Cristo presente nei volti, nelle strade, nelle vite di tanti fratelli che vivono nel mondo.
Uscire per arricchirci e arricchire
L’in-formazione, quindi, è il piatto forte di questo nostro procedere. Aprire gli occhi sulla realtà del pianeta, provare insieme gioia per l’incontro con tanti fratelli in tutto il mondo e arrivare a lodare Dio nostro Padre per darci tanti fratelli e sorelle con cui condividere il suo amore è la nostra sfida. Ma è anche il motivo della nostra consolazione, nonostante numerose fatiche e i tanti muri costruiti dalla grettezza di fratelli ciechi e ancora abitati da paure anacronistiche.
Dopo ogni incontro, ci accorgiamo quanto sia essenziale per ciascuno di noi e per la nostra chiesa andare, partire, uscire, incontrare per arricchirci e arricchire.
Papa Francesco ci ricorda che questo è un ordine, un mandato rivolto a tutti gli uomini di buona volontà: “Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata:
uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo” (E.G.20).







