Far crescere persone felici, La comunità civile e il comune
Castegnato, un comune nella provincia di Brescia, conta 7.805 abitanti, di cui 898 stranieri, pari all'11,5 % della popolazione (dati del 31 dicembre 2009). Vent'anni fa, gli abitanti erano 4.788 e i non italiani erano 33 (0,69 %). Pubblichiamo la relazione del sindaco al convegno di "Missione Oggi", anche per dare spazio alle amministrazioni "virtuose": non tutto il mondo è paese; non tutti i paesi del Bresciano salgono alla ribalta per il "white christmas" e i bambini senza pasto...
Volendo condividere l'esperienza del comune di Castegnato nelle politiche di accoglienza e integrazione, dico subito che non stiamo facendo niente di straordinario. Semplicemente, forti dei valori in cui crediamo, stiamo operando perché la nostra comunità si voglia sempre più bene.
Lo facciamo avendo un riguardo speciale e privilegiato per chi sta peggio, perché siamo convinti che in questo modo creiamo un forte legame con i nostri cittadini. Siamo convinti che una società più accogliente e solidale sia più sicura e vivibile per tutti. Non è facile. Bisogna fare i conti con le risorse economiche sempre meno abbondanti, con la carenza di lavoro e di case disponibili, ma anche con l'egoismo che ciascuno di noi porta con sé.
Ecco perché sono importanti interventi concreti (casa, lavoro, servizi e così via), ma anche lo sviluppo di relazioni e di cultura e le testimonianze di vita sono indispensabili.
Amministrare è decidere, è fare. Se lo si fa con valori condivisi e con un progetto di società, i risultati sono più duraturi.
Lo slogan di un consorzio di cooperative sociali dice: "Se vuoi un anno di prosperità fa' crescere il grano; se vuoi dieci anni di prosperità fa' crescere gli alberi; se vuoi cento anni di prosperità fa' crescere le persone". Siamo consapevoli che l'ente locale deve fare la propria parte, ma anche che la vera ricchezza di una comunità sono i suoi abitanti e il suo tessuto sociale.
Aderiamo alla "Carta della Terra"
Con delibera del Consiglio comunale, abbiamo adottato la Carta della Terra come strumento culturale da vivere e coniugare con i problemi di tutti i giorni. Per noi castegnatesi, la Carta della Terra si lega a p. Vittorio Falsina, nostro concittadino e missionario saveriano, che ci ha prematuramente lasciato. Essa è una dichiarazione di principi fondamentali che fanno da base alla costruzione di un mondo diverso ed è un salto in avanti nella logica di un'azione totalizzante, globale.
Essa si pone in continuità con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e cerca di integrare alla sensibilità politica sui diritti umani una sensibilità ambientale sociale ed economica. In definitiva la Carta della Terra ci dice che siamo esseri umani, che apparteniamo alla comunità della vita alla quale siamo legati da un vincolo di responsabilità e interdipendenza, due concetti chiave dell'etica ambientale.
Partendo da questi presupposti, il comune di Castegnato ha costruito un percorso condiviso con la biblioteca "Martin Luther King", la scuola, le associazioni, gli enti e le realtà che lavorano anche con giovani e giovanissimi. Filo conduttore del cammino da noi intrapreso è il lavoro in simbiosi con le realtà educative - scuola, famiglia e società - nella realizzazione di un modello positivo e solidale.
La partecipazione di tutti i residenti
Per questo abbiamo favorito la nascita della "Associazione multietnica" che si ispira ai principi della pace, della nonviolenza, della solidarietà, della promozione dei diritti umani, della convivenza e dialogo fra culture diverse. Vi sono rappresentate le principali etnie presenti sul territorio (sono 51 i paesi di provenienza dei nostri concittadini) con lo scopo di favorire l'integrazione degli immigrati nella società, pur mantenendo l'identità culturale del proprio paese d'origine.
L'Associazione collabora attivamente con l'amministrazione comunale nel progettare e realizzare iniziative culturali e interventi rivolti ai cittadini stranieri. Tutti i momenti di partecipazione e coinvolgimento alla vita amministrativa che proponiamo ai castegnatesi non hanno limiti di cittadinanza: chiediamo solo la residenza nel territorio del comune.
Il ruolo delle donne è fondamentale ed è per questo che ci siamo proposti con molte iniziative ad esse dedicate, tra cui corsi di italiano, arabo e informatica in orari mattutini. Impadronendosi della lingua italiana e delle conoscenze per l'accesso ai servizi cui vengono delegate dai capo-famiglia (scuola, salute, rapporti con il comune e gli enti eccetera), le donne assumono importante autonomia e un ruolo primario all'interno della famiglia stessa.
Buon senso e severità nelle leggi
Abbiamo affrontato il forte incremento di cittadini stranieri non come un'emergenza, ma con politiche realistiche di accoglienza e di integrazione. Come amministratori abbiamo il dovere di rispettare le leggi e di farle rispettare per quanto ci compete. A Castegnato vogliamo farlo senza usare le leggi come opportunità per offendere, ma applicando le norme con buonsenso e pure con la severità necessaria, perché anche di questo c'è necessità se vogliamo essere giusti.
Abbiamo anche noi avuto il caso di rette di mensa e scuolabus non pagati, ma non ci siamo mai sognati di negare il cibo ad alcun bambino. Alle oltre 70 famiglie che all'inizio dell'anno scolastico risultavano debitrici per rette non ancora pagate, abbiamo ricordato che dovevano fare il loro dovere e che avremmo continuato a garantire il servizio solo per quelle situazioni che si rivolgevano ai nostri Servizi sociali, i quali avrebbero analizzato ogni situazione e certificato l'effettivo bisogno. Solo 5 famiglie si sono rivolte ai Servizi sociali; tutte le altre hanno saldato il dovuto senza difficoltà.
Evidentemente nella nostra attività amministrativa non ci sono solo gli aspetti positivi. Ma come la libertà va difesa e riconquistata ogni giorno, così anche le politiche di accoglienza hanno bisogno di rigenerarsi costantemente e lo fanno alimentandosi dell'impegno di ciascuno di noi che diventa contagioso e si unisce a quello di altri, in una comunità umana che davvero si vuole bene.
La sicurezza di tutti
Le varie leggi sulla cosiddetta sicurezza, le abbiamo interpretate e rispettate senza cattiveria e senza... caccia allo straniero. Quando possibile, abbiamo invece utilizzato queste norme per migliorare le condizioni abitative dei cittadini stranieri, imponendo ad esempio agli italiani proprietari di abitazioni il rispetto dei contratti per appartamenti degni di essere abitati. Per tutti gli appartamenti pretendiamo le certificazioni sanitarie, riscaldamento ed elettricità. Ciò sta portando a un generale miglioramento delle abitazioni disponibili per gli affitti.
Tutti gli interventi di natura assistenziale e sociale li proponiamo con regole e opportunità uguali per tutti. Ci avvaliamo di tutte le possibilità di contributi che possiamo avere da provincia, regione, enti vari..., mettendo a disposizione la nostra quota comunale e aiutando a compilare le pratiche per accedere alle provvidenze e aiuti che sono oggi ancor più necessari per gli effetti preoccupanti della crisi economica. Sono sempre di più le famiglie di italiani che si avvalgono dei servizi e degli interventi che inizialmente avevano come destinatari quasi esclusivi gli stranieri.
La crisi ha anche qualcosa di positivo: oltre a farci riflettere sui nostri modelli di vita, essa rende più attuale il bisogno di solidarietà e consente di valorizzare le esperienze esistenti. Nel nostro piccolo, stiamo dimostrando che il modello di interventi e di organizzazione che ci siamo dati è valido e utile per ogni cittadino, senza guardare ai confini e al passaporto.
La stretta collaborazione con la parrocchia, la Caritas e il gruppo missionario (che finanziamo sulla base di una convenzione, perché rendono dei servizi ai cittadini) ci consente anche di affrontare situazioni "limite" per le quali saremmo formalmente impossibilitati ad intervenire.








