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L’angolo del silenzio /1: Il miracolo del pane

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I missionari sono pochi nel mondo, rispetto a una moltitudine di oltre tre miliardi di non cristiani. Che cosa si deve fare? Impegnarsi ancora per la missione, o lasciar perdere?

Anzitutto, il servizio della missione non è umano, ma divino.

L’iniziativa della missione è stata voluta da Cristo stesso e deve essere attuata continuamente dalla chiesa. Non possiamo disubbidire al comando di Gesù! I missionari non sono chiamati a fare “il miracolo del pane”, ma a rimanere, come sentinelle, al loro posto e annunciare il Regno con tutte le forze umanamente possibili, nella fiduciosa speranza che Dio provvederà con il suo aiuto.

E se i missionari nel mondo si riducessero a tre o cinque unità, di fronte a tre miliardi di persone che avanzano verso di loro per essere sfamate? Tre o cinque unità, nelle mani di Cristo, sono sufficienti per fare ancora “il miracolo del pane”.

Trovandosi in pochi, è umano che agli evangelizzatori di oggi esca dal cuore e dalle labbra la stessa domanda fatta a Gesù: “Con tre o cinque panini, come si può sfamare tanta gente?”.

Come allora, Gesù non chiede ai missionari di fare il miracolo, ma di credere possibile il miracolo.

Tuttavia, perché il miracolo sia possibile, Cristo chiede ai missionari di offrire se stessi, come pane spezzato per gli affamati del mondo. E chiede loro di credere che il miracolo del primo deserto sia ripetibile anche oggi, in tutte le missioni. Questa è la garanzia: colui che ha fatto il primo miracolo è lo stesso Gesù che opera oggi nelle missioni del mondo.



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