L’amore che stupisce
Agnese è una saveriana fisioterapista. Originaria di Fiorano (MO), è missionaria in Thailandia. Ricorda un episodio vissuto a Naan, nel nord del paese.
Il primo passo che mette in contatto con le persone è la fraternità, l’amicizia. Vedere una persona sconosciuta che si sente realmente coinvolta nella tua situazione, fa sorgere alcune domande.
Le aveva provate tutte
Un giorno, in un villaggio, noto una donna che portava una figlia già grandicella sulla schiena. Parlando con lei, capisco che la ragazzina era affetta da una forma di autismo. Mi presento come fisioterapista e prometto di tornare a trovarla.
Frequentandola, mi accorgo che aveva fatto di tutto per aiutare la figlia. Aveva annotato su alcuni fogli le indicazioni di un curatore tradizionale, che aveva prescritto medicine e sacrifici da offrire. Non c’era stato però alcun cambiamento. Alcuni operatori sanitari del Centro disabili erano andati da lei, avevano scattato delle foto e inserito la bambina nel programma. Una volta al mese la bambina riceveva dei massaggi all’Ospedale. Gli esiti erano però praticamente nulli.
Membri di una chiesa le avevano detto che la figlia era probabilmente posseduta dal demonio e le consigliavano di frequentare la loro comunità. La donna accetta, per non lasciare nulla di intentato, ma è inutile.
Un po’ la mentalità del karma, un po’ il messaggio di quei predicatori avevano messo la mamma in uno stato di angoscia.
Quando nasce un’amicizia…
Le offro il mio servizio una volta la settimana. Le insegno come gestire la bambina e le dico quanto fosse importante per la piccola sentire l’affetto della famiglia. La mamma si tranquillizza, s’impegna a fare regolarmente gli esercizi e trova conforto constatando qualche progresso. Capisce meglio la malattia, anche dal punto di vista medico, e si rende conto che si trattava di una situazione vissuta da altri.
Entra in contatto con un Centro specifico, dove trova sollievo e appoggio con beneficio psicofisico per la figlia, per lei e per tutta la famiglia.
Non le ho mai chiesto la sua religione. Penso sia importante, anzitutto, sperimentare gli effetti del regno di Dio, già presente in mezzo a noi: amore, giustizia, pace…
In seguito questa mamma invita noi saveriane della comunità a gustare un pranzetto, preparato da lei stessa: riso con pollo nero lesso, benaugurante. In questo contesto familiare e amichevole, avviene uno scambio di informazioni. Noi le spieghiamo chi siamo e quale sia il nostro lavoro o missione. Ora, anche le altre sorelle, quando passano nel villaggio, si fermano a salutarla.
È nata un’amicizia fraterna e gratuita.







