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Indonesia: nazione di culture che hanno vissuto in armonia

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Oggi non è più così: perché?

Padre Silvano Laurenzi ci ha mandato notizie all'inizio di gennaio dall'Indonesia. Ve ne rendiamo partecipi.

Carissimi, da tanto tempo non mi facevo più vivo. Infatti è da vari mesi che, con sorpresa, sono stato chiamato a fare il parroco a s. Matteo, al Bintaro, una delle più grandi periferie di Giacarta, a 40 chilometri dal centro di questa grande metropoli di 12 milioni di abitanti. In questa zona vi ero vissuto circa 13 anni fa, mentre vi costruivano la Casa del Noviziato per la formazione dei giovani indonesiani desiderosi di farsi missionari, e vi ero restato come maestro.

Adesso vi sono ritornato come parroco. La comunità conta 12 mila battezzati. Mi sono messo nelle mani del Signore e della Madonna. Siamo in due, con 66 comunità di base: ognuna composta da 50 o 60 famiglie, con a capo un responsabile. Siamo aiutati da 110 prodiaconi, come ministri dell'Eucarestia e servizio ai malati. Avrete letto sui giornali notizie di chiese bruciate, di cristiani perseguitati, uccisi nelle Molucche e in altre parti dell’Indonesia.

Non è una guerra di religione, ma un vero piano di destabilizzazione. Sarebbe una guerra di religione se il Governo

l'approvasse o la incoraggiasse: ma il Governo è contro. Il disegno appare di giorno in giorno più chiaro: sfasciare tutto, creare allarme tra l' opinione pubblica e di riflesso tra le autorità. Alla fine il Governo sarà costretto ad affidare ancora il potere ai militari, che cercano solo questo.

Si è costretti a tirare la conclusione che gli attentati e la guerriglia puntano a far cadere il Presidente democratico Waid e il suo Governo. C'è solo la mano di qualcuno che cerca di riappropriarsi di un potere perso e dei capitali che aveva in mano. La notte di Natale abbiamo avuto tanta paura per le bombe scoppiate davanti ad alcune chiese cattoliche e protestanti, compresa la cattedrale.

La nostra chiesa è stata risparmiata. Ufficialmente i morti sono stati una ventina, e i feriti un centinaio. C'è stata pure la morte di un chierichetto, dilaniato da schegge, in una chiesa di Surabaya. Il racconto dei giornali su queste morti è commovente: quasi un martirologio.

Questo è terrorismo creato per destabilizzare, fare disordine e portare alla guerra civile. Esemplari i cristiani: sono rimasti calmi. Nessuna vendetta: l'amore, il perdono, il pianto in silenzio e la preghiera vinceranno. Nonostante questa persecuzione è consolante vedere che ci sono sempre nuovi cristiani. Qui, nella notte di Natale, hanno ricevuto il battesimo 80 adulti.

A metà gennaio partirà per l'Amazzonia p. Albertus, il primo sacerdote Saveriano – indonesiano - ordinato sei anni fa. Il 28 gennaio, a Padang, verrà ordinato sacerdote p. Luis, sesto; contemporaneamente diventerà diacono lo studente Saveriano di teologia Sudamarto. Per tutto questo benediciamo il Signore. Pregate per gli indonesiani e per noi. Un abbraccio forte.



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