Incontro interreligioso a Chiari
Ci sono cose che ci vengono rivelate solo quando lasciamo le nostre paure e ci apriamo all'ascolto, alla comprensione e all'incontro con gli altri. Siamo tutti diversi, e ognuno ha qualcosa da donare. Così è avvenuto sabato primo dicembre, a Chiari. Ospiti dell'associazione marocchina "Futuro", ci siamo ritrovati in 25 donne e uomini, cristiani e musulmani, per condividere le nostre esperienze personali di fede.
Siamo stati accolti con una tazza di tè e un posto a sedere, intorno al grande tavolo al centro della sala. Le donne musulmane sedevano vicine tra loro e alcune avevano in braccio il proprio bimbo. L'esperienza ha preso avvio in un clima di curiosità e di profonda attenzione.
Come vivere la pace
Ogni partecipante si è presentato e ha manifestato le proprie aspettative; poi è iniziato il confronto esperienziale. Per esprimerci potevamo scegliere, oltre alla parola, anche altri linguaggi: il disegno, il collage, la rappresentazione o messa in scena di comportamenti e sensazioni.
Per tutti è stato emozionante constatare che, al di là dei diversi simboli o rituali di ogni gruppo religioso, è emersa una profonda sintonia su alcuni concetti fondamentali dell'esperienza spirituale di ognuno.
Ad esempio, il rapporto con l'altro, in quanto prossimo, fratello e diverso, in un'ottica di tolleranza e di integrazione. La percezione della pace, desiderata e coltivata nell'esperienza di ognuno, è stata rappresentata da tutti come concreta ricerca di giustizia, uguaglianza e solidarietà.
Alcuni cattolici hanno espresso il desiderio di comprendere attraverso quali modalità i musulmani desiderino costruire la pace. La risposta avuta è quella che "chi vive autenticamente secondo il corano non può concepire forme di violenza".
Il paradiso delle mamme
Ci siamo confrontati anche sulla realtà femminile all'interno del proprio gruppo religioso. Sono emerse percezioni simili: tutte, le une e le altre, sono determinate nell'affermare la propria presenza e partecipazione attiva all'interno delle proprie comunità e società. Le donne musulmane, in particolare, hanno cercato di far capire ai cattolici che, al di là del velo, spesso non si sentono colte dal mondo occidentale per ciò che esse sono.
Hanno affermato che svolgono un ruolo centrale all'interno della famiglia musulmana. Il cartellone da loro presentato era titolato da una frase del corano: "Il paradiso sotto i piedi delle mamme". Ovvero, attraverso la sua maternità la donna ha la possibilità di essere ancor più vicina a Dio e, almeno in parte, viatico per l'uomo nel suo cammino religioso.
Il momento della preghiera è stato rispettoso e intensamente spirituale. I due gruppi hanno pregato secondo la propria tradizione in due momenti consecutivi, rimanendo in ascolto, quando è stato il momento dell'altro gruppo.
La convivialità e la cucina marocchina hanno fatto il resto. Dopo il tradizionale cus cus, sono stati messi in tavola i tradizionali dolci marocchini, tutti deliziosi.
Chi non vuole fermarsi...
La prossima volta toccherà a noi cattolici ospitare e cucinare... Sarà un'altra bella occasione per incontrarci e celebrare insieme le convinzioni della propria fede. Rifletteremo sulla nostra "relazione personale con Dio". Speriamo che all'incontro partecipino anche i sikh.
Per le scuole, è stato messo a punto il progetto chiamato "I colori delle religioni", finanziato dalla fondazione Comunità bresciana. Il 18 dicembre si è svolto il laboratorio interreligioso tra alunni sikh, cristiani e musulmani della scuola edile di Mompiano.
Il cammino continua ed è aperto a chi non vuole fermarsi.
Per informazioni è possibile contattare Giovanni Brichetti (333 9529206), oppure Francesco Capretti (ctgj@inwind.it), membri del gruppo bresciano della Conferenza mondiale religioni per la pace (WCRP), che si raduna presso i missionari saveriani in Via Piamarta 9, Brescia.








