Incontrarsi, che passione!
Guardando all’anno che finisce
Mai come oggi c’è stata tanta voglia d’incontrarsi. E le occasioni non mancano davvero. I saveriani di Zelarino di occasioni d’incontro ne hanno tante, visto che per patria hanno il mondo intero, e hanno una gran voglia di arrivare in ogni suo angolo, perché sia accolto il dono che il Padre celeste ha fatto a tutti: il Figlio Gesù Cristo.
Amici e benefattori
Tra settembre e ottobre, quasi a celebrare la stagione dei raccolti, abbiamo avuto con noi i nostri benefattori ed amici. Era domenica 19, di un mese che conosce nozze, uve mature e ultime giornate di tepore. Incontrarci ci è servito, come sempre, per narrarci le speranze e rinnovare l’impegno di continuare a rispondere, ciascuno per la sua parte, al mandato che abbiamo ricevuto: quello di mai smettere di annunciare a tutti la necessità dell’incontro più importante nella vita: l’incontro con Cristo.
Un incontro necessario soprattutto oggi, quando, sullo sfondo delle vicende inquietanti della nostra storia contemporanea, aleggiano morte gratuita e soprusi di violenza.
All’incontro hanno partecipato in tanti. Qualcuno è mancato all’appello, ma è vissuto con noi in altro modo, legato al filo rosso di quella vita che Dio garantisce.
I familiari dei missionari
Con l’inizio dell’ottobre missionario, abbiamo vissuto, in un cerchio più ristretto di relazioni, la vicinanza dei familiari di missionari della diocesi di Venezia e dei saveriani vicini alla nostra casa.
Il linguaggio si è fatto più intimo, perché ha potuto raggiungere le corde di sentimenti più profondi. Un’occasione, anche questa, per riaffermare la stima per coloro che si impegnano e vivono sulla propria pelle la corresponsabilità nel progetto di salvezza per tutti.
Dio affida questo progetto anche alla nostra mediazione. Sono state espresse trepidazioni e incertezze; ma abbiamo anche rinnovato la fede nella carta vincente della Provvidenza di Dio, che avrà sempre l’ultima parola sul male. C’erano anche tanti bambini, quest’anno: un segno augurale che promette continuità.
In cerca delle radici
Gli animatori missionari della diocesi di Venezia, provenienti da varie espressioni di volontariato impegnato, hanno voluto anche loro incontrarsi, per pregare e riscoprire insieme le radici cristiane del territorio.
Eredi di una repubblica marinara, sono andati a venerare la “Madonna dell’Angelo” a Caorle (VE), cara ai pescatori, richiamo di fede e faro di luce per i naviganti. Forti le sottolineature simboliche, che richiamano il “sarete pescatori di uomini” di Gesù! Sono poi giunti all’abbazia benedettina di Sesto Arreghena, in diocesi di Concordia, richiamo storico delle radici cristiane del Veneto.
Ripartono i missionari
All’aeroporto di Venezia spesso viviamo l’emozione del ritorno in missione di nostri confratelli che, fedeli al carisma, lasciano la patria per essere là dove il Signore vuole.
Nella foto, vediamo p. Graziano Rossato e p. Franco Manganello, accompagnati dal p. Franco Lizzit e dai parenti, lo scorso 4 ottobre. Ci hanno detto, con un sorriso, il loro entusiasmo e la loro fedeltà al popolo della Sierra Leone. Vi ritornano, perché là il Signore li ha chiamati a testimoniarlo.
Vi abbiamo raccontato solo alcuni incontri tra i più eloquenti e suggestivi. Li leggerete nella significativa atmosfera delle feste natalizie. Succede così nel tiro con la fionda: si ritorna indietro per prendere più slancio. Il nuovo anno ci trovi con la mente e il cuore aperti al Signore. Siamo suoi figli e vogliamo metterci a sua disposizione, per condividere il suo amore con tutti.








