In tutta la casa del mondo
Vorrei cantare “guarda il mare quanto è bello”, ma prima di tutto quanto piacevole è quest’Italia del sud: terra, mare, cielo, soprattutto la gente qui di Salerno. Dopo la missione in Sierra Leone, e le soste a Vicenza e Desio, eccomi a Salerno, città lungomare e sui monti, dalle lunghe vie a senso unico, traffico scorrevole, ricca di ulivi, agrumi, e di persone dal tono affabile, melodioso, che si presentano con un tratto di antica nobiltà, accogliente.
A una mia domanda dove fosse la farmacia, un anziano mi ha detto: “Professore, là giù a destra”. Ho risposto: “Non sono professore”. E lui: “Ebbeh!? A me piace darle un grado in più di personalità” e si creò un sorriso di amicizia.
Cosa farò? Anche se i superiori puntano su un ministero pastorale ecclesiale con la promozione missionaria, qui si trova un orizzonte già aperto ad ascoltarci reciprocamente per allargare le vedute della vita umana ad orizzonti più ampi.
Bisogna diffondere un vangelo-buona notizia, qui in casa e in tutta la casa del mondo, con un senso di vita umana degna del Creatore che vuole fare del mondo un’unica grande famiglia.







