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Il calendario che scandisce i nostri giorni si è aperto su novembre. Per la Chiesa è il mese che chiude l'anno liturgico e non è l'ultima occasione con cui sistemare pezzi di avanzo. In effetti, è un’apoteosi. Fin dagli spettacolari eventi con cui si apre, per chiudere un periodo di luce sfolgorante, quella del volto bello di Dio. 1° novembre: festa di tutti i Santi. La scena è quella di “una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua; tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello…” (Ap. 7, 9), risplendente sul trono della sua gloria e tutti contemplavano il suo volto. Somma beatitudine. Somma bellezza. Come scrive S. Agostino: “Bello è Dio, Verbo presso Dio. (…) È bello in cielo, bello in terra; bello nel seno, bello nelle braccia dei genitori, bello nei miracoli, bello nei supplizi; bello nell’invitare alla vita e bello nel non curarsi della morte; bello nell’abbandonare la vita e bello nel riprenderla; bello nella Croce, bello nel sepolcro, bello nel cielo" (Agostino, Salmo 44). Questi sono coloro che già godono di ciò che hanno desiderato per tutta la vita: contemplare il volto di Dio. Poderosa immagine che descrive il traguardo della vita: giungere là dove l’Amore appaga ogni desiderio. 2 novembre: commemorazione dei Fedeli defunti. Altra scena di folla immensa. Sono tutti coloro che hanno condiviso con noi una parte del cammino della vita. Ho avuto la grazia di vegliare, tenendola per mano, un’anziana signora che, qualche anno prima di morire, si era raccomandata le stessi accanto nell’ora della morte. Mi aveva anche espresso il desiderio che sull’immaginetta in mortem apparisse a tutti chiaro ciò che, per lei divenuta completamente cieca, aveva dato luce a tutta la lunga vita che aveva vissuto: “Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore… Il mio cuore ripete il tuo invito: ‘Cercate il mio volto!’. Il tuo volto Signore io cerco. Non nascondermi il tuo volto” (Sal. 27). Cercare il volto di Dio: proprio questo ritrae e riepiloga la vita del cristiano su questa terra, seguendo il filo del desiderio di raggiungere il solo traguardo che ne valga la pena: “Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto” (San Francesco d'Assisi).  5 Novembre: memoria di San Guido M. Conforti. Qui la scena è più contenuta, c’è lo sparuto gruppetto dei saveriani, ma si colloca sulla stessa linea di cui sopra: “Assodato il fondamento della cristiana perfezione, (il Superiore) li ecciti a tenere dinanzi agli occhi Gesù Cristo…”. È quello che il Fondatore raccomandava ai saveriani nella Regola Fondamentale (n°67).



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