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Gentile direttore, da moltissimo tempo (direi da sempre) seguo il vostro giornale. Ne condivido i contenuti, ne apprezzo gli spunti formativi, anche da insegnante, in un’ottica di educazione alla mondialità. Seguo con particolare interesse le esperienze legate al vissuto e le opinioni che vengono veicolate attraverso il canale delle Lettere al direttore. Vorrei pertanto intervenire esprimendo la mia opinione a proposito della carta e della stampa, come mezzo di collegamento comunitario. Purtroppo, i problemi legati ai costi costringono o hanno costretto alcune pubblicazioni a scegliere l’on line. Il cartaceo, e nella fattispecie la carta stampata, sono invece a mio avviso strumenti fondamentali e indispensabili per rivolgersi al pubblico dei lettori.  “Sfogliare” una rivista, in particolare un ‘foglio missionario’, con le proprie pagine dedicate, rappresenta ancora un’opportunità, per molti (non solo per gli anziani!) un elemento di valore; anzi proprio un valore che dà significato, che offre, direi, se il termine non apparisse talvolta improprio, stabilità
Leggevo il giornale fin da ragazzino, quando mia madre era un’affezionata lettrice, e ne ho seguito l’evoluzione, anche territoriale. Posso assicurare che è stato ed è un prodotto informativo non solo a carattere religioso, ma altresì formativo e culturale. Continuate, dunque, la vostra opera. Gli estimatori non mancheranno mai! Giampietro Ottolini, Cremona

Ringraziamo Giampietro per il sostegno, la stima, la fiducia e l’apprezzamento che ci dimostra con questa lettera. Non sapremmo davvero cosa aggiungere perché quanto scritto racchiude la nostra missione, inclusa la ‘battaglia cartacea’ che portiamo avanti. Non c’è l’intenzione di demonizzare il digitale e tutto quello che la tecnologia ci mette a disposizione. Anzi, noi tutti ne traiamo vantaggi in velocità di comunicazione e immediatezza. Ma dall’altra parte la tendenza sembra quella di affondare ciò che c’è sempre stato… all’inseguimento di un progresso sempre maggiore. Un po’ come le auto elettriche che sembrano nel nostro destino, senza pensare al rovescio della medaglia. Più energia da sostenere con quali costi? A quale prezzo? Per questo, l’arte di sfogliare deve poter tornare una pratica diffusa, anche da insegnare a scuola. Ed è bello leggere di apertura alla mondialità così come della trasmissione di una tradizione da… madre in figlio. Grazie anche per l’incoraggiamento a proseguire sulla strada tracciata che è sempre un completamento reciproco. Noi ce la metteremo tutta!



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