Il sinodo diocesano, Per una chiesa più missionaria
Sono stato invitato a partecipare al sinodo sulle "unità pastorali", rappresentando i religiosi presenti in diocesi. Erano 385 i partecipanti, tra preti e diaconi, religiosi e laici che, insieme al vescovo Luciano, si sono riuniti al centro pastorale "Paolo VI" (1-2 e 8-9 dicembre 2012).
Il sinodo è stato per me un'immersione nella vita della diocesi: mi ha fatto sentire più vicino e partecipe alle sorti della chiesa locale. Più che il documento prodotto sulle "unità pastorali", mi pare importante l'esperienza ecclesiale vissuta dai partecipanti: un'esperienza di attenzione alla realtà che stiamo vivendo e di ascolto reciproco, davanti al vangelo di Gesù Cristo, che simbolicamente troneggiava in mezzo all'assemblea sinodale: è il grande libro della missione della chiesa.
Il tema discusso e votato in assemblea ha riguardato l'adozione delle "unità pastorali", che ormai si stanno imponendo in molte chiese locali, non solo in Italia. Si tratta di uno strumento e modello pastorale che si vuole implementare valorizzando una ministerialità diffusa, oltre i ministeri ordinati, coinvolgendo maggiormente i consacrati (religiosi e religiose) e i laici.
Il sinodo è stato un'occasione anche per scoprire che la diocesi non è più solo "terra cristiana" ma anche "terra di missione", e che le parrocchie hanno bisogno di una conversione pastorale, guadagnando un volto più missionario








